Quando lo sport diventa integrazione

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Special Olympics è il programma di allenamenti e competizioni che coinvolge persone con e senza disabilità intellettiva. Ecco l’esperienza dei “ragni” dell’Istituto magistrale di San Giovanni Valdarno.

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Lo spirito del movimento Special Olympics è ben espresso dal giuramento dell’atleta: «Che io possa vincere, ma se non riuscissi, che io possa tentare con tutte le mie forze». Special Olympics è un programma internazionale di allenamenti e di competizioni per persone con disabilità intellettiva, un programma che non mira unicamente alla performance sportiva, ma a una completa integrazione sociale dell’individuo.
Il movimento è nato negli Stati Uniti nel 1968 a opera di Eunice Kennedy, sorella di John e Bob Kennedy, che per la sua storia familiare fu particolarmente sensibile nei confronti della disabilità. Oggi Special Olympics è riconosciuto dal CIO (Comitato Olimpico Internazionale) e i suoi programmi sono adottati in quasi tutti i Paesi del mondo. In Italia, Special Olympics è presente da circa trent’anni ed è un’Associazione benemerita del CONI e del CIP (Comitato Italiano Paraolimpico). Le discipline praticate sono nuoto, atletica leggera, bocce, calcio, equitazione, ginnastica artistica e ritmica, pallacanestro, tennis, bowling, golf, pallavolo, sci alpino, sci nordico, corsa con le racchette da neve e snowboard. Il progetto “Prova lo Sport!” sperimenta anche badminton, mountain bike, tennistavolo e rowing. Gli atleti si confrontano nelle manifestazioni locali, nei Giochi nazionali, nei Giochi europei e nei Giochi mondiali estivi e invernali.
Negli ultimi anni Special Olympics Italia ha attivato una dinamica collaborazione con le scuole, al fine di coinvolgere i giovani con e senza disabilità intellettiva nella promozione dell’inclusione. Proprio nell’ottica di questa collaborazione nel 2010 nasce il Team sportivo scolastico Spiders dell’Istituto magistrale statale “Giovanni da San Giovanni” di San Giovanni Valdarno, in provincia di Arezzo. L’esigenza di alcune professoresse di educazione fisica e di sostegno di aumentare le occasioni d’integrazione degli alunni con disabilità intellettiva ha incontrato la filosofia dell’inclusione attraverso lo sport proposto da Special Olympics. Il nome della squadra è stato scelto dai ragazzi stessi e ha un significato profondo: proprio come i ragni che arrivano ovunque e tessono tele, la squadra è in grado di raggiungere i propri obiettivi con volontà e determinazione, intrecciando una fitta rete di rapporti.
Il Team scolastico aderisce al progetto sportivo-culturale promosso dal movimento che va sotto il nome di Unify Project all’interno del quale trova collocazione lo “sport unificato”. Il Team Spiders svolge un’attività sportiva unificata – atletica, ginnastica, pallacanestro e pallavolo – grazie alla quale gli atleti (ragazzi con disabilità) e i partner (ragazzi senza disabilità) s’incontrano per giocare e per prepararsi agli appuntamenti sportivi. Lo sport unificato, attraverso l’azione e il supporto reciproco, permette lo sviluppo nel partner dell’empatia e nell’atleta dell’autonomia, sia in ambito personale sia sportivo. Gli allenamenti pomeridiani in preparazione alle varie manifestazioni sportive, che iniziano sempre con il pranzo consumato insieme, offrono momenti di confronto durante i quali sia l’atleta sia il partner affrontano le stesse difficoltà e cercano di superarle attraverso soluzioni condivise.
La squadra partecipa a eventi nazionali organizzati in varie città, negli ultimi anni Monza, La Spezia, Biella, Arezzo e Lodi, e a eventi locali, ad esempio il Meeting di atletica di Rosignano. Questi eventi rappresentano non solo un momento di confronto sportivo, ma anche e soprattutto un’occasione di condivisione della quotidianità. Infatti durante le trasferte la squadra trova alloggio in campeggi, palestre e case vacanza e ciascun componente del gruppo è chiamato a collaborare e ad autogestirsi in tutte le attività che scandiscono la giornata, dalla colazione sino al dopocena. Anche il confronto sportivo non è vissuto come competizione agonistica, bensì come opportunità per stare insieme e divertirsi: la vittoria o la sconfitta rappresentano comunque un successo, raggiunto grazie a uno sforzo comune fatto di urla, lacrime e abbracci. Tale sforzo ha portato il Team degli Spiders a ottenere un palmarès di 5 ori e 4 argenti, conseguiti nelle varie edizioni dei Giochi nazionali estivi.
E non esistono solo gare e medaglie: Special Olympics offre importanti momenti di riflessione come il “Global Youth Activation Summit”. L’edizione del 2013, svoltasi in Corea, in contemporanea con i Giochi mondiali invernali Special Olympics, ha visto la partecipazione di tre ragazze della squadra degli Spiders che si sono confrontate con i rappresentanti di altri 22 Paesi del mondo. Nell’arco della kermesse i partecipanti sono stati chiamati a mettere a punto strategie volte a favorire l’integrazione ricorrendo a workshop, giochi propedeutici e riflessioni sulle R-words, le parole che da sempre stigmatizzano le persone con disabilità intellettiva.

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La percezione della disabilità

I genitori affermano che i loro figli, a seguito dell’esperienza nel Team, stanno sviluppando una crescita nelle relazioni con i pari e un maggior livello di autostima e consapevolezza delle proprie capacità. Per questo, la scelta condivisa fra genitori e docenti di permettere il proseguimento del percorso all’interno del progetto, una volta terminato il quinquennio scolastico, ha fatto del Team un punto di riferimento per gli stessi atleti e partner. Il progetto d’integrazione attraverso lo sport si sta estendendo al territorio aprendosi ad atleti provenienti da altri istituti scolastici. Nell’ottica dell’informazione, inoltre, gli Spiders stanno lavorando per far conoscere la propria realtà attraverso differenti canali comunicativi come la stampa locale e nazionale, la creazione di un blog e di una pagina Facebook.
Fin dall’inizio la squadra ha riscosso la simpatia di un gran numero di sostenitori, i quali danno un fondamentale aiuto nella raccolta dei fondi destinata a finanziare le attività del gruppo. Gli Spiders sono fortemente radicati nella realtà scolastica, tanto che gli studenti stessi richiedono la partecipazione del Team nelle assemblee studentesche dei vari istituti per stimolare la riflessione sui temi dell’integrazione.
Il Team organizza periodicamente cene sociali, vissute dalle famiglie come opportunità di aggregazione e di confronto sulle difficoltà comuni e dalla squadra come momento collettivo di svago e divertimento. Non c’è niente di meglio di una cena per rivivere le emozioni delle esperienze passate, guardando i video e le fotografie realizzati dai componenti stessi della squadra! Il clima conviviale favorisce l’instaurarsi di legami di amicizia fra le famiglie, che si ritrovano anche al di fuori degli eventi organizzati dal Team.
Il progetto sta cambiando la percezione della disabilità in tutte le persone che coinvolge. Sia per le abilità sportive dimostrate dagli atleti sia per le relazioni interpersonali intrecciate all’interno della squadra, la visione della disabilità che se ne ricava appare molto lontana da qualsiasi stereotipo. Lo stesso partner, che inizialmente dimostra eccessivo senso di protezione nei confronti dell’atleta, dopo poco tempo cambia del tutto atteggiamento, lasciando posto alla spontaneità tipica di ogni relazione.
Così si intraprende la strada verso una maggiore inclusione da parte di quella fetta di mondo che il partner rappresenta, e il luogo in cui poter percorrere tale strada sembra proprio essere la scuola. Gli Spiders lo confermano quando tutti mettono in gioco i propri punti di forza e di debolezza, ma soprattutto quando è l’atleta a essere il punto di forza per il partner, invertendo ogni comune aspettativa. Il gruppo, omogeneo nella propria diversità, diventa così strumento per raggiungere insieme molti e importanti risultati.

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Team Spiders

È il team sportivo scolastico dell’Istituto magistrale statale “Giovanni da San Giovanni” di San Giovanni Valdarno, ed è nato nel 2009. Autrici dell’articolo sono le professoresse Marina Agnoletti, Rosanna Cuniglio, Carla Pampaloni e Olga Ratti, che ringraziano Andrea Baglioni e Alessandra Porri.

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