“Un giorno, tutto questo”: il futuro è il tema dell'edizione di quest'anno del Salone Internazionale del Libro di Torino, e noi che ci occupiamo di apprendimento e di insegnamento, di libri e di parole, nella sfera di cristallo ci vediamo proprio la scuola.

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Scuola significa dare strumenti, sapere, cultura, forza, futuro a chi la fa. Consegnargli il mondo - di mano in mano, di libro in libro, di racconto in racconto, di sapere in sapere: per generare possibilità, per aprire le porte e allargare i confini. Non sappiamo se sia sempre così, e ogni tanto ne dubitiamo. Ma è certamente ciò che guida le scelte editoriali che facciamo. People have the power: nella convinzione che un “un giorno tutto questo” sarà ciò che riusciremo a fare, anche grazie ai libri, nella aule scolastiche di tutta Italia.
E così anche quest'anno il gruppo Loescher sarà presente al Salone internazionale del Libro di Torino 2018, che si svolge dal 10 al 14 maggio 2018.

Le coordinate dello stand sono: PAD. 2 – STAND J09.

Che cosa ci troverete?
I Quaderni della Ricerca, in particolare, gli ultimi usciti, il #38, Teach Like a Champion, di Doug Lemov, e il #39, Diventare cittadini europei, a cura di Paolo Corbucci e Michela Freddano.
Ma anche tutta la collana QdR, in particolare gli ultimi usciti, il #7, Letterature e letteratura delle origini: lo spazio culturale europeo, a cura di Giuseppe Noto, e l'#8, Tradurre le opere, leggere le traduzioni, di Simone Giusti. 
Ma anche, visto che il Paese ospite del Salone quest'anno è la Francia, il primo, di Jean-Marie Schaeffer, Piccola ecologia degli studi letterari. Come e perché studiare la letteratura?, e il quarto, La lettura nella vita. Modi di leggere, modi di essere, di Marielle Macé. Se non li avete ancora letti, ecco una buona occasione per procurarveli.

Poi ci trovate le copie dell'ultimo numero della rivista cartacea, "Corpi intelligenti", sulla ginnastica e lo sport a scuola, tra pedagogia, scienza e cultura. Sono gratuite.

Ci troverete gli agenti, l'Ufficio Stampa della casa editrice, e la redazione, che vi potrà dare informazioni sui testi, sui progetti come la rete Scuola Amica, sulle prossime novità.

Insomma: è pure uscito il sole.

Qui, se vi va, ci sono le nostre risposte alle cinque domande lanciate dal Salone del Libro sul tema del futuro.

Chi voglio essere?
La nostra identità è in continua costruzione. Nell’epoca del culto di sé, chi aspiriamo a essere? Che rapporto c’è oggi tra l’essere se stessi, il conoscere se stessi e il diventare se stessi?

Vogliamo essere dei facilitatori. Degli agitatori. Dei grilletti. Dei maieutici. Delle persone interessate agli altri. Dei trasmettitori. Dei memoria lunga. Gente con rughe orizzontali di stupore. Vogliamo essere verdi. Curiosi, generosi, capaci di fare rete senza che sia trappola. Consapevoli, e in formazione continua.

Perché mi serve un nemico?
I confini ci proteggono oppure ci impediscono di incontrarci e cooperare? Come e perché li tracciamo? Abbiamo bisogno di costruirci un nemico per poter sperare di non averne?

Non li vogliamo, i nemici. Cerchiamo di farne a meno. I confini non ci identificano: li superiamo volentieri per accogliere l’altro, per invitarlo a bere una tazza di tè, per chiedergli in prestito il suo libro, per ascoltare la sua lezione.

A chi appartiene il mondo?
Tra cent’anni la nostra Terra potrebbe essere meno accogliente di oggi. La forbice tra ricchi e poveri si allarga. Il lavoro si trasforma e può ridursi. Milioni di persone sono costrette a lasciare la propria casa. Di chi è il mondo? Chi deve prendersene cura?

Proviamo ad essere responsabili della terra che abitiamo. Sappiamo che il nostro essere qui e ora è privilegio e opportunità: cerchiamo di usarli al meglio. Ascoltiamo chi ne sa più di noi e cerchiamo di capire e di mettere in pratica le azioni grandi e piccole che possono ridistribuire le risorse, limitare i danni, aiutare responsabilmente chi non ha accesso a beni primari, consumare meglio.

Dove mi portano spiritualità e scienza?
Scienza e religione hanno dato forma alla nostra storia e al nostro pensiero. Ma sono state usate anche come strumenti di oppressione. C’è oggi una promessa di cambiamento e di futuro nella spiritualità delle religioni, nel rigore delle scienze? O altrove?

La spiritualità sia sentire privato, individuale. La scienza condivisa e di tutti, e per tutti.

Che cosa voglio dall’arte: libertà o rivoluzione?
La creazione artistica può bastare a se stessa? O deve porsi l’obiettivo di cambiare le cose? Libertà o rivoluzione: cos’è l’arte, e che cosa deve e può dare a tutti noi?

Pensiamo che l'arte sia la prima fonte di libertà. Chi frequenta l’arte sa che può essere rivoluzionaria, e che spesso la sua deflagrazione apre, e libera. Non scegliamo.

 
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