Una composizione a quattro mani viene scritta per essere suonata da due pianisti sullo stesso pianoforte. Allo stesso modo, la Strategia del Basso Sangro Trigno – seguendo quella che è la metodologia tipica della SNAI – è stata concepita dagli attori locali con il supporto del CTAI e dei Ministeri coinvolti per innescare un processo di rottura di quegli equilibri fragili ma radicati all'interno della comunità.

Il paese di Carunchio

Spesso si tende a mantenere le cose come stanno, come se questo potesse rappresentare in sé una sicurezza; in realtà non si fa che ostacolare il rinnovamento. Da questo concetto è partita la riflessione dei Sindaci dell'area pilota "Basso Sangro-Trigno" della regione Abruzzo. Una riflessione aperta e mai difensiva che ha consentito a quest’area di proporre una strategia che pone molta attenzione ai servizi per i cittadini e alla cura e valorizzazione del territorio.

Quest'area è costituita da 33 comuni della Provincia di Chieti con una popolazione residente pari a 22.200 abitanti segnata da un processo di spopolamento costante negli anni dovuto sia al trasferimento di giovani e famiglie verso le aree di fondovalle, dove sono presenti importanti realtà industriali che offrono lavoro a molti cittadini dell’area in questione, nelle aree urbane e lungo la costa del territorio provinciale, sia ai giovani che una volta trasferiti per motivi di studio non rientrano nelle proprie comunità al conseguimento del titolo.

A questo si aggiunge una geografia non proprio favorevole che vede un'area sviluppata su tre vallate non comunicanti se non a fondovalle: una comunità frammentata, e, di conseguenza, con 46 microscuole "polverizzate" sul territorio, ciascuna con un numero di alunni di gran lunga inferiore alla media nazionale: pluriclassi, risultati alle prove standardizzate non eccelse, docenti non stabili sono solo alcuni dei problemi.

Quest'area ha però da subito mostrato di avere capacità, coraggio ed energie per rovesciare una rassegnazione passiva, partendo dallo stravolgimento dello stato di fatto e utilizzando la scuola e i giovani come volano della strategia.

Durante la fase di predisposizione del Preliminare di Strategia, i comuni ricadenti nella Strategia Nazionale Aree Interne di Carunchio, Castelguidone, Celenza sul Trigno, San Giovanni Lipioni, Torrebruna, insieme ai Comuni di Dogliola, Palmoli e Tufillo, sostenuti da tutti gli altri amministratori dell’area che nel frattempo avevano già iniziato un processo di questo tipo e da tecnici lungimiranti, hanno sottoscritto un’intesa per la realizzazione di un plesso unico con la volontà di chiudere 4 plessi esistenti. 

Questa scelta non è stata da subito ben accettata dai cittadini né tantomeno da chi la scuola la vive ogni giorno come i docenti: la scuola rappresenta nelle piccole comunità un simbolo, un luogo di ritrovo, fondamentale per contrastare lo spopolamento.

Proprio su questo punto il lavoro di CTAI, AT e amministratori locali è stato intenso, perché, come sottolineato più volte dai sindaci dell'intesa, chiudere le scuole può sembrare quasi giocare d'azzardo, ma con i dati alla mano la realtà è ben diversa: molti comuni hanno visto perdere di anno in anno studenti nelle proprie scuole, con un ricambio praticamente pari a zero, tanto che i bilanci per il futuro si potevano fare contando sulle dita di una mano e ragionando non più su numeri astratti ma su nomi, volti...

Partendo da questo e altri ragionamenti si è iniziato a pensare all'area come un’unica grande comunità, polo di se stessa, e, come per una composizione a quattro mani, i "pianisti" hanno iniziato a suonare gomito a gomito sullo stesso pianoforte.

Il CTAI ha intrapreso con gli attori locali tavoli di ascolto e approfondimento con genitori, studenti e docenti, per intrecciare esigenze e criticità e capire come tramutarle in opportunità, in obiettivi da tradurre in interventi.

Uno di questi, cardine di questa strategia e intervento di rilievo all'interno della SNAI, è stato il Progetto per un polo scolastico unico nel Medio Vastese nel comune di Celenza sul Trigno, in area baricentrica rispetto ai comuni coinvolti, facilmente raggiungibile sia dalle comunità interessate che da quelle limitrofe, essendo vicino ad un asse stradale fondamentale come la fondovalle Trigno.
Questa nuova struttura accorperà in un'unica sede le scuole primarie e secondarie di alcuni comuni del Medio Vastese, chiudendo i quattro plessi di primaria e due plessi di secondaria di I grado attualmente presenti sul territorio.

Il progetto di realizzazione del Plesso scolastico unico costituisce un esempio di eccellenza a livello non solo locale ma nazionale, così come riconosciuto anche nel corso degli incontri di condivisione della Strategia con il Comitato Nazionale ed i Ministeri interessati, in quanto rappresenta un prototipo di scuola innovativa pensata nell’ottica di polo aggregativo e centro civico in cui le funzioni della didattica si legano indissolubilmente alla vita culturale e sociale della comunità. 

Un attento studio sugli spazi che va oltre quello dei semplici luoghi dell’apprendimento: inquadra il concetto di una scuola nuova, “innovativa", dove la didattica frontale svanisce quasi del tutto a favore di spazi per il lavoro di gruppo, con pareti amovibili e arredi flessibili per poter modulare le aule in base alle esigenze dei nuovi metodi di didattica collaborativa.

In quest’ottica, la Strategia finanzierà anche i corsi di formazione specifica ai docenti, avendo questa un ruolo fondamentale: una scuola nuova è semplicemente uno strumento, ma c’è necessariamente bisogno delle istruzioni per poterlo utilizzare al meglio.

Il polo sarà inoltre dotato di un atrio ampio e in diretto contatto con la piazza all’ingresso come luogo di incontro all'interno e all'esterno sia per gli studenti che per la comunità, aula magna/auditorium, piscina per scopi agonistici capace di ospitare gare di livello regionale, palestra, sala musica e registrazione, biblioteca, spazi all’aperto che alle aule/laboratori.
L'apertura all'esterno non sarà solo in senso metaforico, ma anche effettivo: la natura, la vegetazione, la luce entreranno all'interno dell’edificio, che dovrà essere quanto più permeabile.
La diversificazione degli spazi e il rapporto con l'ambiente esterno stimolano gli alunni guidandoli nel processo educativo e di sviluppo, con evidenti risultati anche sui livelli di apprendimento.

La proposta innovativa della scuola intercomunale ha trovato una forte sensibilità nei livelli di governo regionale e centrale mobilitando diverse Istituzioni (Provincia di Chieti, Regione Abruzzo, USR e Ministero) verso un comune obiettivo: la realizzazione del plesso unico e l’organizzazione dei servizi di collegamento tra i comuni coinvolti, al fine di migliorare l’offerta formativa ed evitare l’abbandono di questi territorio da coloro che dovranno essere i cittadini di domani. 

Silvia Napoli, laureata in Architettura nel 2006 presso la Seconda Università degli studi di Napoli, nel 2007 vince una borsa di studio del Programma Leonardo per uno stage di 4 mesi presso lo studio GA-Architecture di Parigi, in cui si occupa maggiormente di edilizia scolastica, un settore che in poco tempo l'appassiona tanto da trattenerla oltralpe fino al 2010. Da maggio 2010 a tutt'oggi lavora come freelance a Salerno, con collaborazioni sia straniere che italiane. Dal 2016 entra a far parte della Strategia Nazionale Aree Interne come consulente a supporto del Comitato Tecnico Aree Interne per il settore istruzione e in particolare per l'edilizia scolastica.

Gerardo Cardillo è un esperto di politiche territoriali e fondi europei. Ha maturato diverse esperienze dirigenziali a livello comunale e regionale occupandosi di programmazione e gestione di politiche di sviluppo. Attualmente per Invitalia, segue diverse aree per la Strategia Nazionale Aree Interne coordinata dal Dipartimento per le Politiche di Coesione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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