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L’azione di sistema piemontese
sulla certificazione delle competenze
(Circ. Regionale n. 159 del 19 aprile 2011)
di
Valter Careglio
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La certificazione delle competenze al termine dell’obbligo di istruzione (ai sensi
del D.M. 9/2010) è argomento complesso che può essere affrontato sotto diversi
punti di vista.
Su un piano strettamente pedagogico e didattico, esso può essere conside-
rato il punto di arrivo di un percorso iniziato ormai da un decennio in Europa
e recepito dalla nostra legislazione cinque anni fa, con il D.M. 139/2007, che ha
di fatto introdotto in Italia il tema della didattica per competenze. Attraverso gli
Assi culturali l’allora ministro Fioroni esplicitava i contenuti della “via italiana”
all’obbligo, perseguita non attraverso un biennio unitario, ma grazie a uno “zoc-
colo duro” di competenze comuni (simile al modello francese) che tutti gli stu-
denti italiani – al di là degli indirizzi di studio scelti – avrebbero dovuto acqui-
sire entro i 15 anni.
Da allora il Ministero in tutte le sue articolazioni – incluse le stesse scuole –,
l’ansas, le Università e gli enti di ricerca e di formazione hanno lavorato nella
prospettiva dell’educazione alle competenze, anche come opportunità di rinno-
vamento della didattica contro la dilagante dispersione scolastica e formativa.
In questo senso si sono mosse tante iniziative anche in Piemonte, spesso coordi-
nate dagli Uffici Scolastici Territoriali o da reti particolarmente sensibili al tema.
L’esito di questo lavoro è stato sicuramente importante nella prassi didat-
tica quotidiana, ma non bisogna dimenticare che tutto questo rinnovamento, se
punta a formare delle “teste ben fatte”, piuttosto che delle teste “ben piene”, come
direbbe Edgar Morin, negli obiettivi europei vuole anche promuovere una mo-
bilità lavorativa dei cittadini che si fondi su un unico quadro di riferimento per
il sistema delle qualifiche, denominato appunto eqf (Quadro europeo delle qua-
lifiche per l’apprendimento permanente).
Certificare diventa allora un passaggio fondamentale e dovrebbe essere chiaro
a tutti che valutare gli apprendimenti disciplinari – quello che attualmente si fa
attraverso voti e giudizi – non equivale a certificare il possesso di competenze
che possono essere acquisite anche in contesti non formali e informali. Pertanto,
come non è stato semplice intendersi all’inizio sul concetto di “competenza”, allo
stesso modo dovrebbe essere evidente a tutti che, quando si compila il certificato
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Docente comandato presso l’usr Piemonte.
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