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 Buone prassi per la certificazione delle competenze in Piemonte
(Arduino Salatin, Fabio Demartini, Maurizio Tiriticco) e il supporto scientifico-
pedagogico dell’Università di Torino (nella persona del prof. Roberto Trinchero),
che hanno consentito di realizzare una sessione pomeridiana di
workshop
in cui
emergessero chiaramente le linee di progettazione da realizzare per la presen-
tazione di due prove di certificazione. Infine la consegna ai partecipanti di un
format di progettazione (cfr. p. 170 sgg.) che li guidasse in qualche modo verso
un risultato certo.
Contenuti e attori
L’attività seminariale si è prefissa l’obiettivo di coinvolgere tutte le scuole supe-
riori piemontesi e, in veste di destinatari finali privilegiati, i singoli Collegi do-
centi. Considerato però l’alto numero dei docenti componenti i Collegi, ai Di-
rigenti scolastici è stato chiesto di individuare quattro docenti del biennio per
ciascuna istituzione scolastica (uno per ciascun Asse culturale) che, in qualche
modo, fossero risultati più sensibili o si fossero già cimentati su questo tema; i
docenti così individuati hanno partecipato preliminarmente a un’azione semi-
nariale di una giornata loro riservata. Si è infatti ritenuto utile far leva proprio
su questi docenti affinché gli stessi si attivassero per una ricaduta a settembre
su tutto il proprio Collegio docenti (o almeno sui docenti del biennio), tramite
un’attività di concreta progettazione delle prove di certificazione da utilizzare
all’interno dell’istituto. Si auspicava – e in molti casi ciò è effettivamente avve-
nuto – che tale attività, condotta all’inizio dell’anno scolastico, avrebbe inevita-
bilmente finito per condizionare e dunque orientare anche la progettazione in-
terdipartimentale per competenze.
Affinché l’intervento fosse efficace, la consegna/obiettivo finale dell’attività
è stata chiara e circoscritta: la costruzione all’interno di ciascuna scuola di al-
meno due esempi di prove (una delle quali intermedia, relativa al primo anno o
al I quadrimestre del secondo anno) di certificazione delle competenze per al-
meno due Assi.
Che l’argomento sia complesso e non tutti siano d’accordo sulla possibilità
di costruire tali prove è noto dal momento che, secondo la letteratura sul tema,
bisognerebbe “inferire” la competenza dai processi di apprendimento. Ma è tut-
tavia altrettanto vero che senza una “tracciabilità”, o meglio una documenta-
zione fatta di rubriche osservative oltre che di prove tese ad accertare le compe-
tenze, il rischio che il certificato venga compilato con superficialità rimane.
Data dunque la complessità della materia, la giornata di formazione ha af-
frontato il tema della didattica per competenze, partendo dalla relativa proget-
tazione, e ha puntato soprattutto sull’aspetto della certificazione e sulla rilevante
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