La prima poesia, tratta da “L’ospite”, ha il titolo in inglese ed è in lingua italiana. 
La seconda, in inglese, proviene dalla sezione “La sorpresa nell’uovo”, contenuta in “Nel bosco”. 
La terza è tratta dal libro “Da una crepa”, dalla sezione “Dare acqua alla pianta del sognare (dialogo con Paul Celan)”: un “esperimento di dialogo attivo con un poeta amato”, spiega l’autrice, “testi costruiti intorno a singoli versi del poeta tedesco, allontanati dal contesto originario e usati come micce per scatenare una nuova deflagrazione poetica”. 
Le ultime due poesie, “Calamita” e “Magnet”, l’una il testo a fronte dell’altra, sono inedite.
Dall'ultimo numero de «La ricerca».

 

don't talk with strangers


Nonna, mano 

di lupo,

          apri

la tua voce, apri

la mia gola per

riempirmi anche meglio

di cibo, per usarmi le

corde per stendere i

panni,

         per fare di me

aruspicina:

e che tutto sia in tono

(da vera signora),

il sugo di pomodoro,

il sangue,

i miei calzini.



***



I’ll put an

egg inside

for later–in

a never-searched

pocket–, a cut

tongue that

waits for

me: 

    the last thing

I’ll eat before

I go.


 

***

 

C’è uno che ha i miei occhi1

li strizza come spugna dopo

i piatti, li tira come lenzuoli,

li incastra a fermare le porte

 

e da qui ogni passaggio

è amaro, come di un vento

che ti soffia dritto in bocca.

 

1 Es ist einer, der hat meine Augen

 


 

Calamita

 

1.

richiamata con quest’osso di rame:

suono condotto nel tempo, liberato 

di radici e verbi in un’unica scossa.

 

2.

sotto il tiglio che ronza un arrivo

la tua ombra spinge una terra rossa,

ricopre ogni parola.

 

3.

alla cava del respiro cerco

pietre color della gola, per 

fermare le tegole.

 

(la roccia e il suono del suo farsi)

“we are the wilderness”
S. Howe

 Gerfalco, 1-11 luglio 2016


 

Magnet 

 

1.

summoned with this copper bone:

sound carried through time, freed

of roots and verbs in a single shake.

 

2.

under the linden that hums an arrival

your shadow pushes a red earth,

covers every word.

 

3.

at the quarry of breath I dig for

gullet-colored stones to block 

the roof tiles 

 

(the rock and the sound of its making)

“we are the wilderness”
S. Howe

 Gerfalco, 1-11 luglio 2016

Elisa Biagini

ha pubblicato sette raccolte poetiche, alcune delle quali bilingui – fra cui "L’ospite" (Einaudi, Torino 2004), "Fiato. Parole per musica" (Edizionidif, 2006), "Nel bosco" (Einaudi, Torino 2007), "The Guest in the Wood" (Chelsea editions, 2013-2014 Best Translated Book Award) e la recente "Da una crepa" (Einaudi, Torino 2014). Le sue poesie sono tradotte in inglese, spagnolo, francese, tedesco, portoghese, giapponese, croato, slovacco, russo, sloveno, arabo, serbo e cinese. Ha collaborato e collabora con artisti di varie discipline: musicisti, coreografi, artisti visivi.

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