Dubbi sulla pronuncia di parole italiane (edìle o èdile? còlto o cólto? vénti o vènti?) o di parole straniere entrate a far parte del lessico della nostra lingua?

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Da alcuni anni è in rete uno strumento di pronto soccorso fonetico di efficacia immediata: si tratta del DOP, il Dizionario Italiano multimediale di Ortografia e Pronuncia (http://www.dizionario.rai.it), liberamente consultabile e “ascoltabile” on-line voce per voce. Tratto dall’edizione cartacea uscita in prima edizione nel 1969 (opera di Bruno Migliorini, Carlo Tagliavini e Piero Fiorelli), pensata come strumento di formazione per giornalisti, cronisti ed annunciatori radio-televisivi (quando ancora si esigeva dagli speaker delle reti nazionali la conoscenza della corretta dizione), contiene circa 120.000 parole, ciascuna corredata dalla trascrizione fonetica (secondo un sistema di facile intelligibilità) e da un audio riproducibile.
Questo dizionario può essere d’aiuto in caso di dubbi sulla pronuncia di parole della nostra lingua, specie in presenza di differenze di suono ignorate dalla grafia (e anche per questo soggette a forti oscillazioni nei diversi italiani regionali): come per le e e o che in posizione tonica possono essere pronunciate aperte (come in còlto, da cogliere, e vènti, plurale di vento) o chiuse (come in cólto ‘istruito’ e vénti numero), le i e u che possono essere vocali (come le iniziali di ira o uva) o semivocali (come le iniziali di ieri e uomo), le s e le z che possono essere sorde (come le iniziali di spesa o zucchero) o sonore (come le iniziali di sbaglio e zero).
Oltre al dizionario, il sito offre un’antologia scritta e parlata, con 53 brevi testi della tradizione letteraria italiana corredati dalla trascrizione fonetica interlineare e da un audio in cui la lettura è effettuata da un lettore professionista, nel rispetto della corretta dizione, ma anche di una prosodia naturale: l’andamento melodico tipico del parlato, così importante ai fini della corretta comprensione dei messaggi, come ben sa chiunque si sia trovato alle prese con un testo letto faticosamente, senza le giuste pause e i giusti rilievi intonativi: senza espressione, insomma.

Cristiana De Santis

Ricercatrice di Linguistica italiana presso l’Università di Bologna (sede di Forlì). È coautrice della grammatica Sistema e testo (Loescher, 2011).

 
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