Una festa di giovani piena di ritmo ed energia. Questo il tema centrale di Inferno party: il video, a cura dell’Istituto Capirola di Leno (BS), ha vinto la seconda edizione del premio di lettura dantesca “La selva, il monte, le stelle”. Questo il clima gioioso, carico di attesa e di interesse, che si respirava alla premiazione, al Salone del Libro di Torino, lunedì 12 maggio 2014.

 

Osservando le ragazze e i ragazzi, con i loro volti sorridenti, con i loro discorsi di ringraziamento scritti a mano e letti al microfono non senza emozione, ci piace pensare che tutto il nostro premio dantesco sia stato, sia, anche un momento di divertimento e di allegra, intensa partecipazione alla vita della scuola. Nonostante la fatica che certamente un lavoro di questo tipo, con risultati di questo livello, ha richiesto a studenti e insegnanti.
Il premio è un contributo di 1000 € da devolvere a una onlus. Il compito è, lo ricordiamo, di recitare o leggere, da soli o in gruppo, in un’ambientazione a scelta, un canto integrale della Divina Commedia. È un compito che piace, a giudicare dal numero dei partecipanti: 100 in totale i concorrenti alla seconda edizione del premio, più un paio di contributi giunti fuori tempo massimo, che concorreranno alla prossima edizione.
L’Inferno si conferma la cantica che più stimola la fantasia, ispirando ambientazioni varie e di grande impatto, talvolta astratte, talvolta quasi letterali. Il video terzo classificato, ad esempio, della scuola media Don Bosco di Troina (EN), si svolge in una penombra fuligginosa di fuoco e di fumo, attraversata da suoni sinistri. I secondi classificati, del Liceo Volta di Reggio Calabria, con la loro combinazione di danza, recitazione e musica, sembrano volersi immergere, a livello emozionale, nei ritmi, nei suoni e nell’atmosfera del secondo cerchio dell’Inferno. Il bianco/nero perfetto dei ragazzi della scuola media Marconi di Tignale (BS) fa risaltare, tra sentieri e fiumi della campagna lombarda, enormi mascheroni di cartapesta raffiguranti i Malebranche. Un altro b/n suggestivo, che unisce volontà di realismo e sforzo di attualizzazione, connota la selva dei suicidi di Inferno XIII presentata dall’Istituto Giotto di Borgo San Lorenzo (FI). È invece un’immensa cucina, con sferragliare di forchette e pentole infuocate, l’inferno messo in scena dai ragazzi dell’Istituto Lagrange di Milano.
Tra le ambientazioni più sobrie e intense spicca, esaltata dalle scelte musicali e dalle riprese di grande gusto, quella del Duomo di Orvieto, in cui leggono Inferno I gli studenti del Liceo Gualtierio dell’omonima città.
La creatività dei partecipanti trova spazio anche in altre forme espressive: la scuola media di Chiavari ha disegnato Inferno III su tavole così vivide da sembrare vetrate, mentre  alla scuola di Sant’Antonino di Susa (TO) Inferno VII viene recitato da piccoli “robot” su uno sfondo di cartapesta. Per i quarti classificati del premio, un gruppo di studenti del liceo Messedaglia di Verona, il viaggio dantesco diventa addirittura un videogioco: Super Dante Bros.!
Quando gli interpreti sono singoli studenti di particolare talento, stupisce ed emoziona, più ancora che l’ambientazione, la resa recitativa. Come nel caso di Francesco Moro (Liceo Duni di Matera), che presenta il dramma del conte Ugolino in un’interpretazione potente, precisa, quasi perfetta. E come per Giacomo Albites Coen (Scuola Media D’Oria di Genova), che su uno sfondo nero recita il Pater noster di Purgatorio XI, e le sue parole quasi diventano un canto: lo dice sempre – confessa il giovane attore – il suo insegnante, che a lui ha dato il compito di «portare Dante nel mondo».
Dei contributi collettivi colpisce invece la varietà di interpretazioni, di accenti e di volti. E l’impegno e la cura dimostrati da tutti, a partire dai più giovani, che a volte sembrano trattenere la voglia di scappare via dalla telecamera, fino ai più grandi: una vivace e attentissima classe del corso serale dell’Istituto Pitagora di Taranto, che ha scelto di mettere in scena Inferno I. La varietà di volti è anche, in molte scuole, pluralismo di etnie differenti, unite da Dante in una comune e orgogliosa “italianità”: i titoli correnti ci rivelano che alcuni degli studenti più bravi ed espressivi hanno nomi stranieri.
Nel corso della premiazione l’attenzione è altissima e gli applausi pieni di calore anche quando si mostrano due contributi provenienti dall’estero, entrambi insigniti di menzione speciale: uno dall’Università del Cairo e Al Azhar, in Egitto, con una suggestiva soluzione cantata del dramma del conte Ugolino; uno dal liceo Nicolae Titulescu di Pucioasa, in Romania, che offre una composta e solenne drammatizzazione di Inferno II. La qualità di questi contributi è così alta, e il giudizio della giuria popolare così lusinghiero, che per il prossimo anno si decide, con l’Accademia della Crusca, di estendere la partecipazione a tutti gli istituti di cultura italiana all’estero.
Il prossimo anno, poi, il compito sarà più arduo: la scelta dei canti sarà limitata a quelli non ancora messi in scena da nessuno. Ci aspettiamo, quindi, tanto Paradiso e tanto Purgatorio.

«Ce la favemo? Con questa evve?» – si chiede una ragazza del Liceo Romagnosi di Parma, con la tipica parlata della città emiliana, in apertura al video di Inferno XXVII. Sì, ce la faremo. Arrivederci al 2015!

Vedi tutti i video sul sito dedicato: dante.loescher.it

Paola Sanini

Redattrice presso Loescher Editore

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