I poteri magici della letteratura, corso accelerato per babbani. Sesta puntata: allenarsi a risolvere i problemi con la Giratempo.Il prigioniero di Azkaban, il terzo libro della serie, è forse il più bello dal punto di vista della struttura narrativa. Anche il film, girato dal regista Alfonso Cuàron, è davvero impressionante proprio per la particolare modalità di narrazione utilizzata. 

Gran parte della storia è occupata dalla stessa vicenda, narrata due volte, da due punti di vista diversi. Harry, Hermione e Ron vorrebbero salvare Fierobecco, l’ippogrifo di Hagrid, dalla condanna a morte inflittagli dal Ministero della Magia. Per questo vanno a casa di Hagrid, proprio prima che arrivino Silente e il Ministro della Magia, accompagnati dal boia. Fierobecco è legato alla staccionata dell’orto, in attesa del suo destino. Al sopraggiungere di Silente e dei suoi due accompagnatori, i tre ragazzi, nascosti per non essere visti, sono messi in guardia da un sasso lanciato dall’esterno della casa che si infrange contro un vaso. Ron, Hermione e Harry riescono dunque a sgattaiolare fuori dalla casa e a dirigersi verso la foresta, senza poter fermare la mannaia del boia, che cala sul grifone.

Da questo momento in poi, i lettori e gli spettatori assistono a una serie impressionante di eventi rocamboleschi, difficili da riassumere. I tre amici scoprono finalmente l’identità del colpevole del tradimento dei genitori di Harry: è il loro amico Peter Minus, un Animagus che oscilla tra le sembianze di uomo e quelle di topo, e non Sirius Black, il prigioniero di Azkaban, ricercato perché evaso dalla prigione, e padrino di Harry rimasto in realtà sempre fedele a lui e ai suoi genitori.

Tuttavia, per una serie di circostanze sfavorevoli, Peter Minus riesce a fuggire e Harry e Sirius, aggrediti dai Dissennatori, si trovano sul punto di perdere la vita. Quanto tutto sembra perduto, dall’altra parte del lago lungo il quale si trovano i due moribondi viene lanciato un potente incantesimo e un Patronus a forma di cervo riesce a allontanare le terribili creature. 

La scena seguente si svolge nell’infermeria della scuola. Ron è costretto a letto e discute con Harry e Hermione su cosa è possibile fare per salvare Sirius, rinchiuso nella torre in attesa di essere consegnato di nuovo ai guardiani della prigione di Azkaban.

A questo punto interviene Silente, che consiglia a Hermione di usare la sua Giratempo, un oggetto magico che è in grado di far viaggiare nel tempo avanzando o arretrando di qualche ora. Grazie alla Giratempo, Harry e Hermione tornano indietro di circa tre ore, ovvero al momento esatto del loro arrivo a casa di Hagrid e prima dell’esecuzione dell’ippogrifo. Gli Harry ed Hermione del futuro possono prestare aiuto ai vari personaggi in pericolo, e scongiurare la morte di Fierobecco.
Ed è, alla fine, ancora l’Harry del futuro a salvare – paradossalmente – se stesso e Sirius nel passato, lanciando il suo potentissimo Incanto Patronus.

E ora veniamo a noi. Proviamo a utilizzare questo oggetto magico, la Giratempo, per affrontare e risolvere i nostri problemi. Grazie ad essa, e naturalmente attraverso la nostra immaginazione, potete allenarvi a compiere due operazioni fondamentali: analizzare un problema e individuare l’obiettivo da raggiungere. Per risolvere un problema è importante, infatti, dedicare del tempo a comprendere di che cosa effettivamente si tratta: quando si verifica, in quali condizioni, chi coinvolge. 
Immaginate di analizzare quindi un problema utilizzando la Giratempo. Per prima cosa scegliete – o fate scegliere ai vostri alunni – un problema che avete incontrato, un ostacolo che avreste voluto superare. Cercate di circoscrivere la situazione, il tempo d’inizio e di fine, e ripercorrete mentalmente le scene principali. È importante ricordarsi che siete esterni alla scena, vedete le cose da fuori e per il momento è meglio che non interagiate coi personaggi del vostro racconto mentale. Limitatevi a guardarvi intorno per cogliere tutti gli elementi fondamentali della storia.
Quando pensate di aver circoscritto la situazione, è il momento di immaginare come sarebbero le cose se il problema fosse già superato. Quali sono i cambiamenti che vi farebbero affermare che il problema è stato risolto? Per Harry e Hermione, per esempio, gli obiettivi sono da subito chiari: salvare Fierobecco dal boia e Sirius dai Dissennatori. E per voi o per i vostri alunni, quali sono gli obiettivi? State provando a vedere la scena finale della vostra storia una volta che avete risolto il problema?
A questo punto potete entrare in azione: riavvolgete ancora il tempo e stavolta cercate di intervenire per raggiungere gli obiettivi stabiliti. Che cosa fareste? Cosa vorreste cambiare?

Simone Giusti

Allievo di Domenico De Robertis, è docente e consulente di politiche dell’istruzione, della formazione e dell’orientamento. Ha iniziato a occuparsi di insegnamento nel doposcuola del quartiere “Le vele” di Lecce nel 1995. Cofondatore della rivista «Per leggere», dal 2010 è presidente dell'associazione L'Altra Città di Grosseto.
Tra le sue pubblicazioni più recenti: “Cambio verso” (Effequ, 2016), “Didattica della letteratura 2.0” (Carocci, 2015), “Per una didattica della letteratura” (Pensa, 2014), “Vado a vivere in campagna” (Effequ, 2013), “Leggenda e altri discorsi” (Mobydick, 2012), “Insegnare con la letteratura” (Zanichelli, 2011).
Per Loescher condirige (insieme a Natascia Tonelli) la collana scientifica QdR / Didattica e letteratura, e ha curato il Quaderno della Ricerca #5, “Imparare dalla lettura”, e, insieme a Francesca Latini, il sesto QdR / Didattica e letteratura, “Per leggere i classici del Novecento”.
Su Twitter è @sigiusti.
http://www.simonegiusti.eu/

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