I poteri magici della letteratura: corso accelerato per babbani, seconda puntata. Il Pensatoio di Silente: uscire da sé per guardarsi da fuori.Albus Silente (Albus Percival Wulfric Brian Dumbledore) è uno dei più grandi maghi di tutti i tempi. È un grand’uomo, con l’aria da professorone, o anche giustappunto da mago – una lunga barba argentata – e i vestiti più eleganti che si possano immaginare addosso a un mago, con tanto di cappello. È stravagante, misterioso, di poche parole. È molto spiritoso e al momento giusto sa pronunciare frasi di grande dolcezza. Soprattutto, Silente è il mentore di Harry Potter, colui che si occupa allo stesso tempo di proteggerlo e di garantirne una crescita libera e autonoma. Nel destino di Harry c’è scritto che dovrà sconfiggere Lord Voldemort, il mago oscuro che cerca di conquistare il mondo, e Silente sa che per vincere la sua guerra contro Voldemort dovrà addestrare il ragazzo al meglio delle sue possibilità.

Silente, che di mestiere fa il preside di Hogwarts, è un mago pieno di risorse. Possiede, tra l’altro, la bacchetta magica più potente che sia mai esistita, e nel suo studio tiene una fenice, l’uccello che rinasce dalle proprie ceneri. Uno degli oggetti magici più curiosi che egli utilizza con una certa frequenza è il Pensatoio (Pensieve nell’originale), una specie contenitore che consente di vedere i ricordi propri o altrui. I maghi e le streghe possono infatti estrarre i propri ricordi che, una volta messi nel Pensatoio, possono essere rivisitati e rivisti come se fossero dei film. La cosa interessante è che il punto di vista degli osservatori è esterno al racconto: chi “entra” nel ricordo non interagisce con esso e osserva il se stesso di allora e gli altri personaggi dal di fuori. 

Il pensatoio.

Questo oggetto compare varie volte nella saga, sempre con il compito di inserire nella narrazione degli elementi della storia precedenti al tempo del racconto (come se fosse – lo è – un generatore di flashback). In particolare, il Pensatoio viene usato da Silente per condividere con Harry Potter la conoscenza di informazioni sul passato di Voldemort e dei suoi seguaci. 

Leggiamo un brano tratto da Harry Potter e il Principe Mezzosangue di Joanne Rowling, traduzione italiana di Beatrice Masini, Salani Editore.

«Dove andiamo?» chiese Harry mentre Silente lo raggiungeva davanti alla scrivania.
«Questa volta entreremo nella mia memoria. Credo che la troverai particolareggiata ed esauriente. Dopo di te, Harry…».
Harry si chinò sul Pensatoio; il suo viso infranse la fresca superficie della memoria, e lui precipitò di nuovo nel buio… Qualche secondo più tardi i suoi piedi toccarono terra, aprì gli occhi e scoprì che lui e Silente si trovavano in una vecchia e animata strada di Londra.
«Eccomi» annunciò Silente allegro, indicando un’alta figura poco distante che attraversava la strada davanti a un carro del latte trainato da cavalli.
I lunghi capelli e la barba di quel giovane Albus Silente erano rossicci. Procedette sul marciapiede, attirando molti sguardi curiosi verso il suo vistoso abito di velluto color prugna.
[...] Seguirono a breve distanza la sua versione più giovane, fino ad attraversare il cancello di ferro di un cortile spoglio. 

Grazie al Pensatoio, Harry e Silente possono entrare insieme dentro i ricordi di Silente (ma anche di altre persone, poiché i ricordi si possono estrarre dalla mente con la bacchetta, conservare in boccette di vetro e inserire poi nel Pensatoio). 
I ricordi, naturalmente, non possono essere manipolati. Se Harry provasse a toccare il Silente giovane che cammina per strada, non potrebbe interagire con lui. Praticamente è come entrare in un film in 3D. 

Prova tu adesso. Immagina di essere entrato in possesso del Pensatoio di Silente, che sta lì davanti a te. Scegli un ricordo. È meglio scegliere, per iniziare, un ricordo leggero, piacevole da rivedere. Toglilo dalla tua testa e posalo con un gesto dentro al Pensatoio. Ora affacciati sul Pensatoio e preparati a tuffarti in quella scena, che è come un altro mondo. 
Cosa sta succedendo? Chi sono i personaggi presenti? Come sono disposti? E tu, cosa stai facendo? 
Ricorda che il Pensatoio non consente l’accesso ai pensieri o alle emozioni del passato, ma esclusivamente alle azioni e ai comportamenti. 
Grazie al Pensatoio puoi fare qualcosa di molto più importante: uscire da te stesso e vederti da fuori. Puoi allenarti a sospendere il giudizio e a osservare con distacco i tuoi comportamenti e quelli degli altri.

[Continua]

Simone Giusti

Allievo di Domenico De Robertis, è docente e consulente di politiche dell’istruzione, della formazione e dell’orientamento. Ha iniziato a occuparsi di insegnamento nel doposcuola del quartiere "Le vele" di Lecce nel 1995. Cofondatore della rivista «Per leggere» e del convegno “Le storie siamo noi”, dal 2010 è presidente dell'associazione L'Altra Città di Grosseto.
Tra le sue pubblicazioni più recenti: "Cambio verso" (Effequ, 2016), "Didattica della letteratura 2.0" (Carocci, 2015), "Per una didattica della letteratura" (Pensa, 2014), "Vado a vivere in campagna" (Effequ, 2013), "Leggenda e altri discorsi" (Mobydick, 2012), "Insegnare con la letteratura" (Zanichelli, 2011).
Per Loescher condirige (insieme a Natascia Tonelli) la collana scientifica QdR / Didattica e letteratura, e ha curato il Quaderno della Ricerca #5, "Imparare dalla lettura".
Su Twitter è @sigiusti.
http://www.simonegiusti.eu/

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