Secondo appuntamento della rubrica a cura di Simonetta Damele: proposte di lettura con schede di libri selezionati per lettori di diverse età.Reato di fuga è un breve romanzo che si legge d’un fiato: l’argomento è attuale, l’intreccio è ordito in maniera originale, lo stile è teso e incisivo. L’autore, inoltre, trasmette forti messaggi legati al “saper vivere” arricchendo la storia di spunti educativi: il rapporto tra genitori e figli, la difficoltà della scelta, il senso della legalità, il valore della coscienza morale, il significato dell’amicizia e altro ancora (come suggerito nella “pista di lettura”). È un romanzo che vale la pena leggere, perché può insegnare moltissime cose, anche agli adulti.
Il font ad alta leggibilità, inoltre, aiuta chi ha problemi di lettura come la dislessia.

La storia

La situazione iniziale e l'esordio
Sebastien ha 14 anni e vive con la madre perché i genitori hanno divorziato. Due volte al mese il padre lo va a prendere a casa della mamma per portarlo con sé in campagna e trascorrere il fine settimana nella casetta che hanno costruito insieme. Normalmente per arrivarci ci vogliono circa due ore e mezza di macchina, ma quel venerdì pomeriggio le strade rigurgitano di automobili e le code rallentano la marcia. Il padre ha molta fretta perché ha un appuntamento con l'idraulico, così quando la strada si sgombra, lancia l’auto al massimo della velocità, con grande preoccupazione di Sebastien che più volte lo esorta a rallentare. Ma il genitore è completamente insensibile ai richiami del figlio e continua a guidare a rotta di collo. Entra in paese quando è ormai buio, sfrecciando come un bolide.
All'improvviso davanti ai fari della Rover si materializza una forma indistinta: è una donna che l’auto investe con violenza tremenda. Per una frazione di secondo Sebastien vede la gonna della donna che vola nell'aria, poi più niente.

Le peripezie
La grossa Rover procede velocemente senza fermarsi, mentre Sebastien grida, piange e implora il padre. Hanno colpito in pieno una donna, bisogna fermare la macchina e correre in aiuto; invece il padre non rallenta affatto, ha lo sguardo fisso davanti a sé, la mascella contratta, ha spento i fari della macchina e fila nella notte a tutta velocità. Sebastien ha paura, trema e vuole avere delle spiegazioni, ma il padre ordina al figlio di stare zitto e gli dà uno schiaffo, secco e fortissimo. Gli intima di dimenticare, di cancellare dalla mente l’accaduto. 
In un'area di sosta l’uomo dà fuoco alla Rover, allo scopo di cancellare ogni prova, poi corre verso le altre macchine parcheggiate, gridando e sbracciandosi. Chiede aiuto e fa finta che sia successo un incidente. Alla gente che si è radunata intorno dice che il motore ha preso fuoco all'improvviso ma che per fortuna non ci sono feriti. Nessuna spiegazione per Sebastian che prova molta vergogna, per il padre e per se stesso.

A distanza di tre mesi dall'incidente, Sebastien non ha affatto dimenticato quanto è successo, è ancora traumatizzato, dorme male e ha incubi. Soprattutto si sente colpevole. Vorrebbe che il padre lo rassicurasse, che si assumesse le responsabilità, che gli dicesse che lui non c'entra niente. Il ragazzo cerca il dialogo con il genitore, ma questi è irremovibile: ogni volta guarda il figlio dritto negli occhi e gli ordina di dimenticare. Non è successo niente. Si sono trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato. È assolutamente necessario dimenticare e non parlarne più. Sebastien è affranto, e dentro di sé accusa il padre di vigliaccheria.
Decide, allora, di informarsi sul destino che è capitato alla donna investita. Vuole sapere se è morta e se suo padre è un assassino. Fa quindi ricerche sui quotidiani locali: Francine Marchadet, la vittima dell’incidente, è ricoverata; risvegliatasi dal coma ha tuttavia perso la memoria. Trova anche il numero di telefono della signora Marchadet. Cerca di chiamare, ma risponde sempre la segreteria telefonica: una voce di ragazzo informa "Non sono in casa, potete lasciarmi un messaggio parlando dopo il bip… grazie".

Una mattina Sebastien riceve una telefonata. Si tratta di Loïc, il ragazzo della segreteria telefonica nonché figlio della donna investita, che dice di aver ricevuto diverse telefonate proprio dal suo numero. Sebastien conferma di aver chiamato più volte e, mentendo, spiega di aver conosciuto la madre di cui vuole avere notizie.
È così che i due ragazzi si conoscono. Insieme fanno visita a Francine; si vedono nella casetta di campagna, bevono insieme una cioccolata calda, chiacchierano e si scoprono amici. Vanno anche a pescare insieme. Ma Sebastien, che teme di perdere l’amicizia di Loïc, non ha il coraggio di rivelargli la verità. Loïc non sa che Sebastien è il figlio di colui che gli “ha strappato” la madre.
Nel frattempo la polizia ha continuato ad indagare sull'incidente ed è risalita al vero responsabile: il padre e il ragazzo sono convocati in commissariato per il sabato successivo.

La Spannung e la conclusione
È il momento in cui l'equivoco comincia a rivelarsi. Tra i ragazzi ora c'è tensione.
Sebastien deve agire e gioca il tutto per tutto: con un espediente riesce a portare il padre al capezzale della donna ferita. Vuole che l’uomo si renda conto di ciò che ha fatto: “Sai papà, da un po’ di tempo mi domando che cosa farei io se avessi tra le mani il tipo che ti avesse ferito e che poi fosse fuggito. [...] Tu che ne pensi papà?”.
L’uomo è bianco come un lenzuolo e farfuglia poche parole. Loïc, prima ostile, ora prova disgusto e pietà per lui. 
Sebastien e il padre lasciano la stanza per recarsi al commissariato dove si immagina che l’uomo affronti definitivamente le proprie responsabilità.
Loïc, che ha provato pietà, ora desidera solo mantenere l'amicizia con Sebastien.

Una pista di lettura per gli alunni

Come sempre, forniamo agli alunni una “pista” da seguire man mano che la lettura personale procede, in modo che essi colgano alcuni aspetti salienti, certe tecniche narrative e le tematiche sulle quali intendiamo discutere a lettura conclusa.

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Simonetta Damele

Coautrice Loescher di antologie di Italiano e di Epica per le medie e le superiori.
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