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Saperi /
A scuola per crescere: riconoscersi persone
A scuola per crescere:
riconoscersi persone
Secondo il portavoce del Gruppo Abele Michele Gagliardo serve una
pedagogia nuova, votata sì a promuovere e sviluppare le capacità
personali, ma anche a fornire strumenti relazionali per confrontarsi
in modo dialettico e costruttivo.
di Michele Gagliardo
L
a scelta di dedicare un numero de
“La ricerca” al tema dell’educazio-
ne alla cittadinanza appare corag-
giosa ma necessaria. Coraggiosa
perché ad alcuni potrebbe risulta-
re ridondante; necessaria, poiché
in questi anni abbiamo assistito a unmoltiplicarsi
di progetti e interventi, non sempre sostenuti da
un’attenta riflessione sulle premesse, sui princìpi
e sulle metodologie a monte del fare.
Parole e azioni si mischiano tra loro pericolosa-
mente,fino a “perdersi” le une nelle altre; a non ri-
uscire più a darsi in una relazione all’interno della
quale la parola definisce la direzione dell’azione e
l’azione ne arricchisce la profondità.
Lavorare con le parole significa esercitare un
potere pedagogico e politico insieme,che compor-
ta la responsabilità delle conseguenze legate agli
atti generati da certe visioni del mondo. La scelta
di un’articolazione specifica della cittadinanza è
un fatto decisivo ai fini della formazione civile.
Attivare certi percorsi offre ai ragazzi la possibilità
di farsi un’idea di quale contesto sociale sia più
adatto ad accogliere il nodo della cittadinanza; di
quale tipo di donna e di uomo possano crescere e
vivere in quello spazio; di cosa significhi l’essere
cittadino e, infine, di come qualificare le relazioni
tra le persone.
In questa direzione, siamo chiamati a riflettere
e discutere sulle premesse, sulle prospettive in-
site nelle proposte educative veicolate dal nostro
linguaggio.
Gianrico Carofiglio scrive a proposito nel suo
libro
Lamanomissione delle parole
(Rizzoli,2010): «Ol-
tre la sciatteria,la banalizzazione,l’usomeccanico
della lingua, esiste però un fenomeno più grave,
inquietante e pericoloso: unprocesso patologico di
vera e propria conversione del linguaggio all’ideo-
logia dominante.Un processo che si realizza attra-
verso l’occupazione della lingua,la manipolazione
e l’abusivo impossessamento di parole chiave del
lessico politico e civile». Un fenomeno graduale
che ci sta interessando da anni, caratterizzato dal
“prendere” alcune parole fondanti, i pilastri sui
Un
flash mob
organizzato
da Libera e dal
Movimento
Quarto Mondo
in occasione
della giornata
mondiale del
Rifiuto della
Miseria (Credit:
quartomondo.it).
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