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La ricerca /
N. 5 Nuova Serie. Marzo 2014
Scuola /
A scuola di sostenibilità
D: Il progetto ha usato una metod-
ologia ancora poco nota in Italia: il
living lab
. In cosa consiste?
R: L’applicazione è stata installata all’in-
terno del Politecnico di Torino, nella Cit-
tadella della Mobilità a Mirafiori, e di
un istituto tecnico di Verrès (Aosta). Gli
edifici sono stati scelti considerando al-
cune loro caratteristiche significative,
come il numero di utenti coinvolti (molte
centinaia) e la presenza di forme di mi-
surazione energetica già esistenti con le
quali interfacciarsi.
Le scuole selezionate sono diventante
un laboratorio vivente in cui sperimenta-
re
Applus-énergie
e verificare la sua effica-
cia, anche in situazioni complesse. Nelle
aule e negli spazi comuni delle scuole-
li-
ving lab
sono stati installati monitor che
mostrano quanto stanno consumando
l’edificio e le singole aule in un preciso
istante e l’andamento storico dei consu-
mi, rendendo così evidenti i progressi in
termini di efficienza energetica e miran-
do ad aumentare il livello di conoscenza
degli allievi coinvolti.
D: Quali strumenti per intervenire
sul sistema sono stati messi a dispo-
sizione degli studenti?
R: Agli studenti, aspiranti periti elettro-
nici ed elettrotecnici, è stata fornita una
vera e propria “valigetta degli attrezzi”,
con gli strumenti necessari per misurare
quanto consuma un qualsiasi elemento
del sistema. Tutti i ragazzi accedono al
sistema via web, su un sito in cui posso-
no confrontare i consumi e le variabili
ambientali delle diverse altre aule e dove
hanno a disposizione dati e informazio-
ni per realizzare analisi, studi specifici,
tesine, che possono caricare su www.
applus-energie.org.
D: Come abbiamo detto, il progetto
è un esempio virtuoso di partecipa-
zione attiva: come hanno reagito gli
utenti coinvolti?
R: Misurare la temperatura di un’aula
è relativamente semplice. Eppure tutti
sappiamo per esperienza che la percezio-
ne del clima di uno spazio in cui trascor-
riamo molte ore può variare da persona a
persona.Per questo abbiamo pensato che
il sistema non dovesse limitarsi a misu-
rare oggettivamente la temperatura, la
concentrazione di anidride carbonica
e l’illuminazione dei locali, ma che si
dovesse provare a considerare anche la
percezione soggettiva degli utenti.
Gli allievi e gli insegnanti hanno la
possibilità di partecipare attivamente
perché esprimono il loro grado di comfort
rispetto all’ambiente in cui studiano e
lavorano e,soprattutto perché la loro opi-
nione incide direttamente sul sistema di
regolazione. Per fare un esempio concre-
to: se il sensore di un’aula studio rileva 20
gradi,ma tutti gli allievi e gli insegnanti
esprimono nell’area a loro dedicata sul si-
to internet che la temperaturapercepita è
molto più elevata in base a un calcolo che
pondera il numero di opinioni raccolte,
il sistema abbasserà la temperatura di
quella stanza.
D: Con quali modalità sono stati coin-
volti gli studenti?
R: Con livelli diversi di interazione: al-
cune classi hanno partecipato attiva-
mente, portando proposte di modifica,
controllando che il sistema rilevasse in
modo corretto,introducendomodifiche e
miglioramenti; altre classi hanno parte-
cipato in modo meno attivo, ad esempio
hanno preso parte ai
focus group
nei quali
hanno potuto fare proposte rispetto alla
diffusione e alla divulgazione del proget-
to nel proprio istituto e nelle altre scuole
del territorio. Inoltre, tutti gli studenti
hanno scoperto quanto consumano con
le loro abitudini quotidiane e quanto la
loro azione e la loro attenzione possa in-
cidere sul contesto. Alcuni allievi, poi, si
sono mostrati più interessati ad appro-
fondire gli aspetti tecnici e hanno avuto
Il monitor in
un’aula studio
sul quale
è possibile
visionare i
consumi in
tempo reale.
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