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Saperi /
Sfidare i talebani per andare a scuola
un’istruzione di base di qualità obbligatoria e
universale.I 164 Paesi partecipanti hanno definito
un’agenda basata su sei obiettivi:
• espandere emigliorare la cura e l’istruzione di
tutti i bambini e le bambine, in particolare di
quelli più vulnerabili e svantaggiati;
• assicurare, entro il 2015, l’accesso all’istruzio-
ne primaria universale obbligatoria, gratuita
e di buona qualità per tutti i bambini, in par-
ticolare per le bambine, per i bambini che
vivono in condizioni difficili e per quelli che
appartengono a minoranze etniche;
• assicurare che i bisogni educativi di tutti i
giovani e gli adulti siano soddisfatti attraverso
un accesso equo a programmi di istruzione e
formazione lungo tutto l’arco della vita;
• raggiungere un aumento del 50% nell’alfa-
betizzazione degli adulti, specialmente delle
donne, e un accesso equo all’istruzione pri-
maria e alla formazione continua per tutti
gli adulti;
• eliminare le disparità di genere nell’istru-
zione primaria e secondaria entro il 2005 e
arrivare alla piena parità di genere nel settore
educativo entro il 2015, con una particolare
attenzione a un pieno ed eguale accesso all’i-
struzione primaria e di buona qualità per le
ragazze;
• migliorare tutti gli aspetti della qualità dell’i-
struzione e assicurare a tutti l’eccellenza così
che risultati visibili evalutabili siano raggiun-
ti da tutti, specialmente nel leggere, scrivere,
contare e in altre abilità essenziali per vivere.
Per realizzare questi obbiettivi è nato
Education for
All
(EFA), un programma che coinvolge in primo
luogo i Paesi in via di sviluppo a completare i piani
d’azione nazionali (cioè a indicare con precisione
obiettivi, impegni, strategie e risorse necessarie),
i Paesi donatori (ovvero quelli ricchi) a finanziare
tali piani, e gli Organismi internazionali (UNE-
SCO, UNICEF, UNDP, Banca Mondiale e FAO) ad
assistere entrambi nella programmazione e nella
realizzazione.
Nonostantesembri ormai inevitabile ilmancato
raggiungimento degli obiettivi fissati per il 2015,
e nonostante la crisi economica mondiale in atto
dal 2008 abbia condizionato la disponibilità di
risorse per l’educazione dei Paesi donatori, la 36°
Conferenza Generale (svoltasi nell’ottobre 2011)
ha confermato il programma EFA come il più im-
portante impegno politico internazionale per la
promozione dell’istruzione per tutti.
Le “quattro A”
Katerina Tomasevski, studiosa dei diritti umani, è
stata dal 1998 al 2004 il primo interlocutore specia-
le sul dirittoall’istruzionedellaCommissionedelle
Nazioni Unite sui Diritti Umani.Fino alla sua pre-
maturamorte,avvenutanel 2006,si è impegnata in
un costante lavoro di denuncia delle ipocrisie della
retorica internazionale sul diritto all’istruzione,
universalmente proclamato a gran voce,ma di fat-
to sistematicamente ignorato da quasi tutti i Paesi.
È suo il
The State of the Right to EducationWorldwide
del 1994,un documento che analizzava le leggi e le
pratiche educative di 170 nazioni, focalizzandosi
sul divario fra l’accesso all’istruzione
de jure
(ossia
come principio formale) e
de facto
(ossia sulla sua
realizzazione concreta). Nello stesso documento,
per misurare attraverso indicatori concreti il di-
ritto all’istruzione, Tomasevski proponeva anche
quattro concetti analitici:
availability
(disponibili-
tà),
accessibility
(accessibilità),
acceptability
(accetta-
bilità) e
adaptability
(adattabilità).
Il criterio della disponibilità implica che l’i-
struzione sia gratuita e finanziata dal governo e
che vi siano sia infrastrutture adeguate (edifici
sicuri,scuole nei villaggi e nelle aree rurali,servizi
igienici e di trasporto adegua-
to) sia insegnanti qualificati in
gradodi svolgere questodelica-
to compito. La questione degli
insegnanti è particolarmente
centrale, per esempio, nel ga-
rantire la parità di accesso all’i-
struzione fra studenti e stu-
dentesse.In tutte le regioni del
mondo,infatti,la percentuale di insegnanti donne
impiegate nell’istruzione superiore è inferiore
a quella presente nelle scuole primarie. Un dato
preoccupante non solo in sé e per sé,ma anche te-
nendocontodel fattoche,inmolti Paesi delmondo,
i genitori rifiutano spesso di permettere alle figlie
Malala Yousafzai
riceve il premio
Sakharov a
Strasburgo, il 20
novembre 2013.
(Credit: Claude
Truong-Ngoc,
Wikimedia).
La comunità
internazionale si
è impegnata a
raggiungere entro il
2015 un’istruzione di
base obbligatoria.
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