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Scuola /
A scuola di sostenibilità
Quale miglior laboratorio, quindi, del-
la comunità scolastica per costruire un
diverso modo di pensare e rispettare
l’ambiente, che si traduca in azioni re-
almente sostenibili e orientate a creare
un legame tra territorio e comunità? È di
fondamentale importanza,quindi,che la
sostenibilità si faccia azione quotidiana e
che i ragazzi sperimentino quanto i loro
singoli e specifici comportamenti possa-
no assumere conseguenze – sia negative
sia positive – più generali.
È esattamente l’obiettivo, meritorio,
del progetto
Applus-énergie
, il primo
living
lab
realizzato in una scuola italiana: gli
studenti imparano a consumare meno e
a occuparsi dell’efficienza energetica, di-
ventando un po’ informatici,un po’
energy
manager
,un po’ scienziati,permonitorare
in tempo reale quanto consumano un’au-
la, un computer o una fotocopiatrice, e
soprattutto per calcolare quanto possa
incidere il comportamento di ciascuna
persona sull’intero sistema e intervenire
per renderlo più efficiente.
Elena Piastra di Proxima Centauri – tra
i coordinatori del progetto – ci racconta le
caratteristiche di questa iniziativa e so-
prattutto i suoimetodi e risultati didattici.
D: In cosa consiste il progetto?
R:
Applus-énergie
è un sistema di monito-
raggio elettrico e climatico in tempo reale
pensato per edifici complessi, nei quali
si muove un alto numero di individui. Il
progetto è stato finanziato con un bando
europeo trasfrontaliero che ha coinvolto
la Regione Valle d’Aosta, il Piemonte e la
regione francese di RhÔne-Alpes, realiz-
zato dalla PMI torinese Proxima Centauri
in collaborazione con Bosch Italia, Poli-
tecnico di Torino e Università di Annecy.
La scelta di monitorare l’energia con-
sumata da edifici scolastici è dovuta a
motivazioni differenti, che coinvolgono
sia alcuni aspetti tecnici sia quelli più
sociologici.Infatti,la scuola superiore in-
dividuata in Valle d’Aosta presenta carat-
teristiche architettoniche interessanti
che la rendono molto costosa rispetto al
riscaldamento e al raffrescamento dell’e-
dificio.Allo stesso modo, la scelta di mo-
nitorare strutture come il Politecnico di
Torino o l’Università di Annecy risponde
all’esigenza di individuare edifici pub-
blici molto frequentati, che risentono in
modo importante dei comportamenti di
chi li abita quotidianamente.
D: L’aspetto più rilevante è proprio
quello sociale, cioè la valenza didatti-
ca e educativa che un progetto come
questo assume per gli studenti…
R: La scuolanonè stata sceltacome spazio
di realizzazione del progetto per questio-
ni meramente tecniche. Si tratta di un
luogo fondamentale
per la sperimentazio-
ne: al suo interno si
muovono persone che
compiono attività di-
verse e interdipenden-
ti, un po’ come in una
piccola città.Gli allievi
hanno imparato come
funziona tecnicamen-
te il consumo dell’edificio nel quale si
muovono nella quotidianità, ma hanno
anche scoperto quanto il loro comporta-
mento incide sul contesto.
Gli studenti sono l’utente ideale per
un’iniziativa di questo tipo perché, im-
parando a essere consapevoli dei loro
consumi, possono influenzare positiva-
mente quelli futuri: credo che questo sia
il modo migliore di educare alla cittadi-
nanza attiva, relativamente al rispetto
delle risorse del Pianeta.
D: Questo progetto ha anche un’im-
portanza più di medio-lungo periodo
per le ricadute che l’acquisita con-
sapevolezza dei ragazzi avrà anche in
futuro…
R: Il fatto che i ragazzi possano misu-
rare i propri miglioramenti e vedere gli
effetti reali delle loro azioni è un aspetto
innovativo e ha una grande portata so-
ciale, oltre che didattica. Non solo per-
ché a scuola sono degli
energy manager
attenti che si preoccupano delle risorse
consumate, ma ben più in generale e
in prospettiva futura. Ognuno di loro
porterà la consapevolezza acquisita, e i
relativi
skills
, in tutti i diversi contesti
che frequenta e frequenterà negli anni
a venire: in famiglia, innanzitutto, ma
anche, ad esempio, nell’ambito lavorati-
vo in cui sarà inserito. Come affermano
chiaramente tutte le analisi scientifiche
sul futuro delle risorse del Pianeta, nei
prossimi anni la chiave di volta sarà
l’efficienza energetica, e
Applus-énergie
sta già formando oggi, a scuola, gli
ener-
gy manager
che un po’ tutti dobbiamo e
dovremo diventare.
I cittadini
captano l’ansia, ma
è difficile collegare
possibili future
catastrofi con la
banalità della vita
quotidiana.
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