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La ricerca /
N. 5 Nuova Serie. Marzo 2014
Scuola /
Per non dimenticare: una rete degli archivi
Ogni anno (dal 2008 presso il Quirinale
e nel 2013 al Senato) si tiene una ma-
nifestazione pubblica alla presenza del
Capo dello Stato e delle più alte cariche
istituzionali,alla quale sono stati invitati
i familiari delle vittime del terrorismo e
delle stragi che hanno contribuito, con i
loro interventi pubblici, a tenere viva la
memoria di quegli anni.
Per rendere il Giorno dellamemoria un
momento di riflessione e di parteci-
pazione abbiamo dato rilievo, sul porta-
le, ai lavori di insegnanti e studenti nel
corso degli anni, creando un archivio
delle buone pratiche che lo scorso anno
si è arricchito grazie ai progetti arrivati
tramite il concorso “Le buone pratiche:
storia e memorie a scuola”
,
che ha visto
la partecipazione di molte scuole ed è
stato premiato al Senato nel corso delle
celebrazioni per il Giorno della memoria.
Memorie in un flash
Quest’anno,grazie alla collaborazione del
Mibact e del Miur, abbiamo proposto il
concorso nazionale “Memorie in un fla-
sh”,e chiesto agli studenti di rintracciare
nel proprio territorio luoghi dedicati alla
memoria delle vittime dei terrorismi,
della violenza politica e/o della crimina-
lità organizzata (lapidi, intitolazioni di
edifici,strade ecc.),di fissare attraverso le
immagini (foto,video, disegni eccetera) i
luoghi ritrovati e di presentarli attraverso
un elaborato (video, album fotografico,
collage, eccetera).
Promuovere questi concorsi è fonda-
mentale per tenere viva l’attenzione su
tali temi,ma non è iniziativa sufficiente.
Questa storia è la nostra storia, in que-
gli anni – erroneamente definiti
Anni di
piombo
– ci sono stati movimenti e cam-
biamenti culturali epocali e hanno preso
vita le riforme più importanti di questo
Paese, quali lo statuto dei lavoratori, la
riforma del diritto di famiglia, la leg-
ge Basaglia, la legge sul divorzio, quella
sull’interruzione volontaria di gravidan-
za e l’istituzione dei consultori, la legge
sull’obiezione di coscienza al servizio
militare e molte altre. In parallelo, una
violenza cieca ha distrutto le vite di cen-
tinaia di uomini e donne che lottavano
per migliorare il nostro Paese.
Conoscere le loro vite e seguire il loro
esempio può renderci dei cittadini mi-
gliori,e soprattutto restituirci quel senso
dello Stato che talvolta sembra andato
perduto.
La memoria va conservata, altrimenti
il rischio è di perderne traccia. Questo ti-
more vale ancor di più nell’era di internet,
dove tutte le notizie so-
no immediate,e spesso
non si ha sufficiente
cura nel verificare le
fonti - troppo è il flus-
so delle informazioni
- né modo per appro-
fondirle. Potendo con-
tare anche sulle nuove
tecnologie, gli archivi
possono e devono esse-
re i legittimi custodi di
queste tantememorie,garantendo facilità
di ricerca e rintracciabilità. Solo così si
potrà scrivere la nostra storia recente e
costruire basi solide per il nostro futuro.
Ilaria Moroni
è la direttrice del Centro documentazione
Archivio Flamigni,di cui promuove anche
le iniziative e la didattica dal 2008.Dal
2006 coordina la Rete degli archivi per non
dimenticare,di cui è promotrice,e dal 2009,
in collaborazione con la Direzione generale
per gli archivi,il portale dedicato al progetto
(
).
Per il suo impegno riguardo a questi temi
le viene conferita nel 2013 l’onorificenza a
Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.
Cinzia Venturoli
è dottore di ricerca in storia e informatica.
Ha coperto il ruolo di direttore del Centro
di documentazione storico-politica sullo
stragismo e collabora con la cattedra di
Storia contemporanea della Scuola di Scienze
della formazione dell’Università di Bologna.
Credit: inchiostro.
unipv.it (il giornale
degli studenti
dell’Università di
Pavia).
Conoscere le loro
vite e seguire il loro
esempio può renderci
dei cittadini migliori, e
soprattutto restituirci
quel senso dello Stato
che talvolta sembra
andato perduto.
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