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La ricerca /
N. 5 Nuova Serie. Marzo 2014
Scuola /
Un Mammut a Scampia
vate tuttema niente: il lunedì veniva solo
una metà classe. Da quando abbiamo co-
minciato col “Mito” al Mammut di lunedì
ci sono tutti! E non sia mai che le mam-
me non li portano…» Siamo in una delle
mattinate in cui le classi partecipanti
al “Mito” vengono a trascorrere il loro
tempo curriculare nei locali del Centro
territoriale nella piazza Giovani Paolo
II, ed Elvira ci racconta con entusiasmo
questo retroscena.
Sette anni fa facemmo fatica a far iscri-
vere le classi al “Mito”: anche a patto di
andare noi da loro con nostri operatori,
le risposte erano sempre di diffidenza e
ostilità contro qualsiasi cosa somigliasse
al “progettificio”. Di venire nella “piazza
del male”, manco a parlarne. Oggi sono
le classi a venire al Mammut e siamo co-
stretti a dire no amolte dellemaestre che
vorrebbero fare un’esperienza del genere.
E se le cose si sono invertite così vistosa-
mentenonè certoperché abbiamoattrez-
zature particolari o spazi avveniristici,né
perché gli operatori del Mammut siano
particolarmente belli o bravi.L’unica cosa
che abbiamo è la passione autentica per
una sperimentazione attorno al metodo,
portata avanti senza paura di fare scoper-
te che scombussolano.
Il racconto di Elvira
Con la classe di Elvira abbiamo comin-
ciato il lavoro in settembre, quando con
lei e i suoi bambini abbiamo condiviso
la mappa di ricerca emersa nel convegno
“Scattiva”. Oltre all’intreccio salute/ter-
ritorio/didattica non avevamo in mente
niente di precostituito. Una delle pre-
messe principali della nostra sperimen-
tazione attorno al metodo è accettare
l’imprevedibilità della ricerca: avere cioè
strumenti emodalitàdi lavorobenchiari,
ma poi lasciare che sia la ricerca stessa a
portare anche verso mete non attese. Fu
proprio nel cerchio di discussione con
la classe di Elvira nel mese di novembre
che emerse uno dei nuclei principali del
lavoro di quest’anno. L’archetipo della
porta,utilizzato come sfondo integratore
del “Mito”VII,inquesta classe (composta
da molti alunni con genitori in carcere)
diventò in quella occasione uno spunto
di riflessione attorno alla detenzione.
I cerchi di discussione sono per noi il
momento chiave di
ciascuna giornata di
lavoro, ispirati a cir-
coli di ragionamento
scientifico e filosofico.
Il clima che si crea è
qualcosa di assoluta-
mente emozionante.
L’assenza di giudizio fa
del cerchio di coetanei
una piscina di accoglienza senza uguali,
luogo in cui i bambini riescono quasi
sempre a raccontare e a meditare col-
lettivamente. In quella mattina d’inizio
percorso gli alunni di Elvira ragionarono
sulle molte ingiustizie che si annidano
attorno alla porta del carcere, proponen-
do di fare di quella porta uno dei contesti
da trasformare attraverso il “Mito”.
La narrazione con ombre cinesi del
mito della caverna di Platone, il gioco a
squadre divisi in solidi, liquidi e gassosi,
la comunicazione teatrale, la pittura e
giochi all’aperto sono stati gli strumen-
ti usati finora per lavorare alla mappa
di ricerca sviluppata con Elvira (abbia-
mo “estratto” una sottomappa di ricerca
con ciascuna delle otto insegnanti che
I cerchi di discussione
sono il momento chiave
di ciascuna giornata
di lavoro, ispirati a
circoli di ragionamento
scientifico-filosofico.
Scampia, Napoli.
(Credit: Silvia
Morara, Corbis).
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