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N. 5 Nuova Serie. Marzo 2014
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Sfidare i talebani per andare a scuola
saperi
Sfidare i talebani
per andare a scuola
Le audaci parole della sedicenne pakistana Malala
offrono l’occasione per fare il punto sull’agenda delle
Nazioni Unite per assicurare l’accesso all’istruzione
primaria universale obbligatoria e gratuita.
di Francesca Nicola
O
ggi tutti la conoscono sem-
plicemente come “Malala”, o
come “la ragazzina Pakistana
cheha fatto il discorsoall’ONU”.
Il “Time” le ha dedicato una
copertina lo scorso aprile,inse-
rendolanella listadelle centopersonepiù influenti
al mondo.Del resto,sempre l’anno scorso,è andata
molto vicina a ottenere il premio Nobel per la pace,
assegnatopoi all’Organizzazioneper laproibizione
delle armi chimiche (Opac).
Tutto inizia quando,a undici anni,e con lo pseu-
donimo di Gul Makai, Malala Yousafzai lancia un
blog per la Bbc (la televisione inglese) in cui descri-
ve la sua vita nello Swat, una regione del Pakistan
nordoccidentale, sotto il regime
dei talebani: sempre più scuo-
le chiuse e una legge islamica
molto severa che penalizza so-
prattutto le donne. Giovane ma
sorprendentemente determina-
ta,Malalanon fagiri di parole.In
un post del 14 gennaio 2009 dal
titolo “I may not go to school again” (“potrei non
tornare più a scuola”) si dichiara preoccupata per-
ché il suo preside non ha fissato la data di riapertu-
ra dopo le vacanze estive: «non ci ha informato sui
motivi,ma io credo che i talebani abbiano vietato
l’educazioneper le ragazzeapartiredal 15gennaio».
Un coraggio che quasi le costa la vita.Il 9 ottobre
2012 alcuni uomini armati la raggiungono a bordo
del pullman su cui sta tornando da scuola e le spa-
rano ferendola alla testa e al collo. Malala si salva
miracolosamente. La sua storia, però, fa il giro del
mondo, tanto da portarla il 12 luglio 2013, in occa-
sione del suo sedicesimo compleanno, a parlare al
palazzodelleNazioniUnitediNewYork.Indossando
lo scialle appartenuto a Benazir Bhutto,Malala lan-
cia un appello per l’istruzione dei bambini di tutto
il mondo: «Lasciateci prendere in mano i libri e le
penne. Sono le armi più potenti. Un bambino, un
maestro,una penna e un libro possono fare la diffe-
renza e cambiare il mondo.L’istruzione è la sola so-
luzioneaimali delmondo.L’istruzionepotrà salvare
il mondo». Un discorso che ha ricevuto l’ovazione
dei rappresentanti delle istituzioni presenti nella
sala Trusteeship Council del Palazzo di Vetro: tutti
in piedi per un lunghissimo e caloroso applauso.
Il diritto all’istruzione per tutti
Il diritto all’istruzione è uno dei diritti fondamen-
tali della persona ed è sancito da moltissimi docu-
menti internazionali,a partire dallaDichiarazione
universale dei diritti umani,che recita,all’articolo
26: «Ogni individuo ha diritto all’istruzione gratu-
ita e obbligatoria almeno per quanto riguarda le
classi elementari e fondamentali».
Un principio reso giuridicamente vincolante
dal Patto sui diritti economici sociali e culturali
delle Nazioni Unite, che fissa cinque punti fon-
damentali:
• tutti hanno diritto all’istruzione di base (ele-
mentare) in una qualche forma, ivi compresa
l’istruzione di base per gli adulti;
• essa deve essere gratuita e obbligatoria;
• lo Stato ha l’obbligo di tutelare questo diritto
dalle intromissioni di terzi;
• esiste libertà di scelta dell’istruzione senza
interferenze da parte dello Stato o di terzi;
• le minoranze hanno diritto all’insegnamento
nella lingua di loro scelta,in istituti al di fuori
del sistema ufficiale della pubblica istruzione.
Nell’aprile 2000,in occasione del ForumMondiale
di Dakar sull’Istruzione, la comunità internazio-
nale si è impegnata a raggiungere entro il 2015
Un bambino, un
maestro, una penna e
un libro possono fare la
differenza e cambiare il
mondo.
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