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Scuola /
Un Mammut a Scampia
capitodaunpo’ chenonèpossibilesalvare
nessuno dal ghetto creando altri ghetti, e
così fanno doposcuola e attività di anima-
zione territoriale a partire dai moltissimi
migranti che popolano quelle zone per
trasformare scuola e territorio. Con un
obiettivo: tentare (donchisciottescamen-
te) di avviare la bonifica (almeno quella
delle coscienze) di questa fetta di Campa-
nia devastata dagli affari internazionali.
Ancora una volta a partire dal
fare scuola
.
Il “Mito” del Mammut
“Scattiva” è la seconda edizione della ta-
vola rotonda organizzata dal Centro terri-
toriale di Scampia come condivisione del
lavoro svolto durante l’anno con il “Mito”
del Mammut. Sette anni fa ci trovam-
mo nel bel mezzo di una delle più grandi
piazze della città: piazza Grandi Eventi di
Scampia, una spianata di cemento deso-
lata e zeppa di chiazze di sangue e delle
siringhe di chi ci andava a bucarsi per far
convergere quanta più energia possibile
su uno spazio tanto malconcio. Attorno
ai miti di creazione dei sette continenti
accettarono di contribuire all’impresa
scuole elementari, medie e superiori, lu-
doteche, carceri (come quelli dell’isola
d’Elba), centri di salute mentale e molte
altre realtà della Campania e del resto
d’Italia.Il gioco è semplice: a partire da al-
cuni capisaldi dellapedagogia attiva chi si
iscriveva doveva intrecciare la didattica di
ogni giorno con il recupero di uno spazio
pubblico, adottando strumenti e percorsi
della ricerca-azione. Il “Barrito”, la rivista
pedagogica del Mammut,era lo strumen-
todi raccordo,dove alunni,maestri e scrit-
tori anchenoti (comeGoffredoFofi,Grazia
Honegger Fresco, Stefano Benni, Miguel
Benasayag emolti altri) potevanomettere
in piazza scoperte, bagagli teorici, dubbi
ed esperienze su campo. Oltre ai numeri
del “Barrito”eallapubblicazione
Comepar-
torire unMammut senza rimanerci schiacciati
sotto
(ed.Marotta & Cafiero, Napoli, 2011),
dalla ricerca-azione partita nel 2007 sono
nate molte attività, coinvolgendo più di
50 spazi pubblici nel lavoro di recupero
urbano e portando alla nascita di espe-
rienze importanti, come quella appunto
del Centro territoriale di Scampia.
La “Scattiva” al Museo è il momento di
lancio della VII edizione del Mito e ha co-
me tema la distanza fra nobili enunciati
pedagogici e azioni su campo. Partendo
dalla constatazione chemolti dei termini
cardine della pedagogia attiva sono stati
fatti propri anche dalla scuola ufficiale,
la criticità da sbloccare sta proprio nella
mancanza di ricadute sulla vita d’aula di
tutti i giorni. Sull’importanza dell’affet-
tività e dei suoi surrogati in pedagogia si
fa ormai un gran parlare, e difficilmente
si troverà un qualche educatore che ne
neghi apertamente l’importanza. Come
su concetti quali creatività,
empowerment
,
valutazione sul processo e non sulla per-
sona…Purtroppo imolti anni di esperien-
za in molte regioni d’Italia ci insegnano
che nella maggior parte dei casi la nor-
male giornata d’aula continua a svolgersi
dietro ai banchi con una maestra che
impartisce sapienza cognitiva e alunni
passivi, attorno a un sistema di premi e
castighi di impronta prebeccariana.
Elvira ha scelto di stare a Scampia dove
insegna da molti anni. Nella sua classe,
una quinta elementare,c’è più di un alun-
no pluribocciato e anche lei, come quasi
tutti in quella mattinata di settembre al
Museo archeologico, nel proprio inter-
vento parla dei nessi fra didattica e salute.
Nella sala conferenze delMuseo c’è anche
Giulia Valerio, etnoclinica che ha parlato
di quanto la psicologia a scuola possa di-
ventare gabbia anziché liberare.
La gravità della situazione della terra
dei fuochi sta per scoppiare anchemedia-
ticamente e tutti i partecipanti ne sono
fortemente consapevoli.Inpiù interventi
viene sottolineato uno degli aspetti peg-
giori della faccenda: aseguitodel gravedi-
sastro ambientale oggi in Campania ci si
sente più sicuri in
città che in cam-
pagna. Nelle aree
verdi, da sempre
considerate luogo
di risanamento,
oggi non sai cosa
ci hanno sotterra-
to e quindi meglio
starne alla larga.
Se smog e strade di
cemento diventano i luoghi più salutari
per i bambini,qualcheproblema c’è.Molti
degli interventi della mattinata vertono
anche sui “danni” causati alla salute da
certi modi di fare lezione. Nasce così la
mappa di ricerca del “Mito” del Mam-
mut VII edizione, esplosa attorno alla
domanda/ipotesi principale: come tra-
sformare la scuola e il territorio in luoghi
che generano salute anziché malattia.
«Il lunedì era parente al sabato,le ho pro-
L’obiettivo è
tentare di avviare
la bonifica di questa
fetta devastata di
Campania. Ancora
una volta a partire
dal fare scuola.
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