56
La ricerca /
N. 5 Nuova Serie. Marzo 2014
Scuola /
La responsabilità secondo don Peppe
• stimolare i ragazzi a osservare criti-
camente la realtà in cui vivono;
• promuovere la cooperazione e la so-
lidarietà;
• invitare gli individui a interrogarsi
sulle contraddizioni, sui problemi
che li circondano;
• riflettere sul perché di alcune dina-
miche sociali locali;
• cercare di individuare le responsa-
bilità di chi non fa o non fa bene e
proporre suggerimenti/soluzioni;
• re-impadronirsi del territorio in cui
si vive;
• facilitare la riflessione sul bene co-
mune;
• promuovere la libera espressione nel
rispetto dell’espressione altrui;
• partecipare alla vita sociale, alla co-
struzione della realtà.
Il riutilizzo dei beni confiscati
I beni confiscati sono stati simboli del
potere dei camorristi su territori da loro
dominati. Il loro utilizzo da parte delle
istituzioni e della società civile organiz-
zata è il segnale della perdita di controllo
e di prestigio di questi criminali, proprio
nel loro stesso ambiente.Diventa,quindi,
un indicatore della crescita di comunità
alternative alla camorra; la prova reale
del processo di cambiamento in attonelle
terre di camorra.I progetti di educazione
alla legalità e alla responsabilità sociale
attraverso il riutilizzo sociale dei beni
confiscati, sono stati gli strumenti più
efficaci di cui si sono dotati la delegazione
casertana di Libera e il “Comitato Don
Peppe Diana” nel corso di questi anni per
portare avanti i loro programmi.
Questi percorsi vogliono aiutare i ra-
gazzi a riflettere sulle azioni, i modi e le
finalità delle organizzazioni criminali
che ostacolano lo sviluppodi un territorio
e favoriscono la sperequazione sociale.
Attraverso la storia di un proprietà con-
fiscata alla mafia, i ragazzi hanno modo
di conoscere che cosa significhi il blocco
di un bene e la sua restituzione alla col-
lettività, di quale sviluppo venga gene-
rato prima e dopo la confisca. Le attività
presentate favoriscono la creazione di un
rapporto tra la scuola e le cooperative di
riutilizzo del bene confiscato, attraverso
una conoscenza diretta. Inoltre aiutano
i ragazzi a diventare protagonisti di uno
studio di proposte relative all’uso più
indicato che si potrebbe suggerire per il
riutilizzo di nuovi beni confiscati.
Formazione e testimonianza
La modalità utilizzata permette agli stu-
denti di sentirsi protagonisti dell’attività,
essi infatti partecipano alla progettazio-
ne, all’organizzazione e alla stesura delle
fasi di lavoro di un dossier che verrà pre-
sentato con modalità differenti, sia nella
scuola sia nella città in cui si è inseriti.Lo
studio del personaggio e delle azioni da
lui svolte saranno motivati dall’obiettivo
della trasmissione del sapere che favorirà
nei ragazzi un’assunzione di responsa-
bilità diversa nei confronti del compito
assegnato. Si sottolinea, infatti, che una
motivazione adeguata può davvero spin-
gere i ragazzi verso la conoscenza di un
fenomeno apparentemente lontano dalla
propria esperienza.
Salvatore Nuvoletta, carabiniere. Fe-
derico Del Prete, sindacalista. Franco
Imposimato, impiegato. Attilio Romanò,
informatico. Alberto Varone, commer-
ciante.Domenico Noviello,imprenditore.
Sono questi alcuni nomi simbolici,ritrat-
ti sconvolgentimanonrassegnati.Perché
anche nella Gomorra assatanata di soldi
e di potere arriva una sentenza giusta
emessa “in nome del popolo italiano”; c’è
qualcuno, un insegnante, un giornalista,
una studentessa, un prete, che difende a
testa alta i valori dell’Italia civile. Libera
ha redatto un elenco con oltre 700 nomi
di persone che hanno pagato con la vita il
prezzodel loro impegnonel contrastare la
prepotenzamafiosa,ovvero le cui vite,per
casi fortuiti,sono state travolte dalla fero-
cia criminale. Attraverso questo elenco,
disponibile sul portale dell’associazione
è possibile rintracciare i nominativi di
una o più vittime di mafie, sulle quali
La bandiera
di “Libera
Associazioni,
nomi e numeri
contro le mafie”.
1...,46,47,48,49,50,51,52,53,54,55 57,58,59,60,61,62,63,64,65,66,...76