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Dossier
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David: studente e guardiano di lama
A
ttraversare in mac-
china la
puna
, l’alto-
piano andino a 4000
metri di altitudine
ricoperto da una steppa riarsa,
è come navigare in un immen-
so oceano secco, con auchenidi
(lama, alpaca, vicuña) invece di
delfini e pesci volanti. Al posto
del mal di mare, si patisce il
so-
roche
, il
mal de altura
che provoca
vertigini, emicranie e affanni
al minimo sforzo. L’unico modo
per alleviarlo è bere un infuso
di foglie di coca, la pianta sacra
che l’uomo bianco ha profanato
trasformandola (prodigi della
chimica) nella droga preferita
del capitalismo nordamericano.
La traversata della
puna
, gui-
dando su una pista di terra, può
sembrare infinita.I gruppi di ca-
se,costruite conmattoni di terra
e tetti di lamiera ondulata o più
tradizionalmente di paglia com-
pattata, sono isolati e rari come
scogli. Neanche un negozietto
per chilometri: qui quasi tutto è
autoprodotto. Le donne portano
il cappello e vestono le
polleras
,
gonne coloratissime sovrappo-
ste come strati di cipolla. Se un
forestiero rivolge loro la parola,
magari per un’indicazione, lo
guardano con diffidenza, specie
se è un bianco, un
wiracocha
.
Nel bel mezzo di questo nul-
la, un bambino accanto a una
mandria di lama fa un gesto co-
David: studente
e guardiano di lama
Spesso i grandi numeri nascondono realtà complesse e
inaspettate. Non sempre, ad esempio, il lavoro minorile è
sinonimo di sfruttamento senza regole. Nella cultura andina, anzi,
è tradizionalmente valorizzato, regolarizzato e accettato senza
particolari remore dai giovani lavoratori, che per il 90% frequentano
anche la scuola. In ogni caso è importante ascoltare anche il loro
parere, che può rivelarsi una sorpresa.
di Giovanni Proiettis
Puno, Perù:
ragazzo in abito
tradizionale
sul sentiero
del Raya Pass,
con i suoi lama.
(Credit: Stormy
Westwood,
2006).
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