36
La ricerca /
N. 5 Nuova Serie. Marzo 2014
O
ggi gli adolescenti e
i bambini parteci-
pano a volte diret-
tamente ai conflitti
armati come soldati.Ancora più
spesso ricoprono ruoli ausilia-
ri, ad esempio come vedette o
messaggeri, o ruoli di suppor-
to quali la pulizia, la cucina, la
manutenzione delle strade, la
distribuzionedi cibo,il trasporto
di merci o la fornitura di servizi
sessuali. Infine, in determinate
circostanze, adolescenti e bam-
bini sono usati come scudi uma-
ni o per scopi di propaganda,
sia da parte dei governi sia dalle
forze di opposizione.
Dalla fine degli anni Settanta
è stata promulgata una serie di
convenzioni internazionali per
limitare questo fenomeno, ma
nonsipuòcertodirecheabbiano
avuto successo. Con la diffusio-
ne di nuove armi leggere,infatti,
i bambini sono oggi più facil-
mente armati, e richiedono un
minore
training
militare rispetto
al passato.In tutto il mondo più
di mezzo milione di ragazzi sot-
to i diciotto anni sono reclutati
nelle forze armate governative,
paramilitari, nelle milizie civili
e in una grande varietà di grup-
pi armati non statali in più di
85 Paesi. Mentre leggete questo
articolo, più di 300 000 stanno
attivamente combattendo come
soldati con forze governative o
gruppi politici armati.
Vorrei essere chiaro su un
punto: l’uso di bambini soldato
è una prassi deplorevole preva-
lente in molti conflitti in tutto
il mondo. Basta leggere il flusso
costante dei resoconti prove-
nienti dalle zone di guerra per
cogliere l’orrore e la tristezza che
segnano le esperienze di questi
giovani. Al tempo stesso, però,
credo che per comprendere a
pieno questo fenomeno abbia-
mo bisogno di problematizzare
la categoria di bambini soldato.
Motivazioni inaspettate
L’antropologa Jo Boyden ha
sottolineato che la nostra com-
prensione dei bambini soldato
è segnata da un punto di vista
disciplinare specifico, che solo
nell’ultimo mezzo secolo è stato
globalizzato. Per dirla in parole
semplici, la maggior parte della
letteratura sulla partecipazione
dei giovani alla guerra è basata
sul punto di vista della medici-
na, della psichiatria e della psi-
cologia. La visione promossa da
questa coalizione di discipline è
che gli effetti della guerra sono
prevalentemente negativi e che,
di conseguenza,i bambini espo-
sti a eventi bellici tendono non
solo a sviluppare reazioni trau-
matiche sia a breve sia a lungo
termine, ma anche a compro-
mettere irrimediabilmente il
loro sviluppo.
Sono pienamente d’accordo
che, data la natura altamente
distruttiva dei conflitti armati e
la terribile sofferenzadei bambi-
ni in tali guerre, potrebbe sem-
brare ovvio porre l’attenzione
soprattutto sul loro impatto psi-
copatologico.Il problema,però,è
che una prospettiva che dà per
scontati gli impatti negativi dei
conflittiarmaticorreilrischiodi
trascurare una più ampia gam-
ma di effetti sui bambini e gli
adolescenti, come la formazio-
ne e il mantenimento dei valori
morali, le competenze sociali e
il senso di auto-efficacia. Dopo
aver lavorato a lungo inMozam-
Comprendere
i bambini soldato
A partire dagli anni Settanta sono state promulgate molte
convenzioni internazionali per combattere il fenomeno dei bambini
soldato. Molti di loro però continuano a essere utilizzati in numerosi
conflitti. La ragione per cui spesso gli interventi si rivelano inefficaci
è che riproducono una visione romantica dei bambini.
di Eyal Ben-Ariv
Dossier /
Comprendere i bambini soldato
Il problema è che una
prospettiva che dà per
scontati gli impatti
negativi dei conflitti
armati corre il rischio
di trascurare una
più ampia gamma di
effetti sui bambini e gli
adolescenti.
1...,26,27,28,29,30,31,32,33,34,35 37,38,39,40,41,42,43,44,45,46,...76