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Dossier
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Ripensare i bambini come agenti attivi
L
e pratiche dei servizi
sociali per l’infanzia
variano a seconda del-
la natura del proble-
ma di cui si fanno carico e dei
contesti socio-culturali e politi-
ci in cui vivono i bambini.Tutta-
via,a prescindere dal contenuto,
dai contesti e dalle metodologie
di intervento, sono regolate da
valori professionali e da precisi
codici etici.
Un’analisi delle associazioni
professionali dei servizi sociali
in venti Paesi ha rivelato l’alta
omogeneità di tali princìpi. Se-
condo la Federazione Interna-
zionale degli Assistenti Sociali
(IFSW),la più grande organizza-
zione del settore comprenden-
te operatori sociali provenienti
da novanta nazioni in tutto il
mondo, il principale obiettivo
di queste istituzioni è responsa-
bilizzare le persone e aiutarle a
migliorare la loro condizione di
vita,il che spesso richiede azioni
di giustizia sociale eper il rispet-
to dei diritti umani fondamen-
tali. Allo stesso modo, l’Associa-
Ripensare i bambini
come agenti attivi
Gli operatori dei servizi sociali devono superare il modello
paternalistico. I bambini vanno considerati soggetti attivi
da numerosi punti di vista: sono capaci di auto-determinarsi,
di interpretare informazioni, di costruire attivamente significati
e di influire in modo strategico sull’ambiente circostante
per ottenere determinati obiettivi.
di Esther Goh
Due bambine
al corteo dei
lavoratori di
New York del
1° maggio 1909.
Sui cartelli, in
inglese e yiddish,
è scritto “Abolish
Ch[ild] Slavery”,
ossia “Abolire
la schiavitù
dei bambini”,
cioè il lavoro
infantile. (Credit:
Wikimedia
Creative
Commons).
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