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Dossier
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I diritti dei bambini presi sul serio
1923, il primo documento stori-
co a tutela dell’infanzia, ripreso
poi quasi senza modifiche dalla
Società delle Nazioni, nel 1924,
come Dichiarazione di Ginevra
sui Diritti del Fanciullo, e infi-
ne adottato con alcune integra-
zioni e modifiche dalle Nazioni
Unite nel 1959.
A onore del vero i bambini
erano già stati citati nel 1948
nella Dichiarazione Universale
dei Diritti Umani dell’ONU, che
istituiva il principio del dirit-
to di ingerenza negli affari di
altri Stati sovrani per la tutela
di alcuni diritti fondamentali
dell’essere umano, fra i quali i
diritti alla libertà individuale,
alla vita, all’autodeterminazio-
ne, a un giusto processo, a un’e-
sistenza dignitosa e alla libertà.
L’articolo 25, comma 2, afferma-
va che «la maternità e i bambini
hanno diritto a speciali cure ed
assistenza. Tutti i bambini nati
nel matrimonio o fuori da esso
devono godere della stessa pro-
tezione sociale»: una preoccu-
pazione basata sulla percezione
dell’immaturità e quindi della
vulnerabilità dei bambini, visti
ancora come oggetti, piuttosto
che come autonomi soggetti di
diritti.
I bambini come titolari
di diritti
Solo a partire dal 1979, l’Anno
Internazionale del Bambino
indetto dalle Nazioni Unite, ha
cominciato a svilupparsi nella
coscienza della comunità inter-
nazionale una visione dei diritti
dei bambini che va oltre la lo-
ro protezione, considerandoli
quali soggetti attivi di diritti,
compreso quello di autodeter-
minazione. Il cambiamento di
rotta avvenne quando la Com-
missione dei Diritti Umani pre-
se in considerazione la proposta
avanzata l’anno precedente dal
governo polacco di una Conven-
zione dei Diritti del Bambino
basata sul testo della Dichiara-
zione del 1959.
Il fattoche lapropostavenisse
dalla Polonia, in un momento
in cui la cortina di ferro ancora
divideva l’Europa in due mon-
di, è spesso attribuito alla vita
e all’opera di Janusz Korczak,
pseudonimo di Henryk Goldsz-
mit.Pedagogo,pubblicista,scrit-
tore,medico e militante sociale,
questo polacco di origine ebrai-
ca, noto anche come “Il vecchio
Dottore” o “Il signor Dottore”, è
stato il pioniere del benessere
infantile e un precursore della
lotta per il riconoscimento di
una totale uguaglianza fra mi-
nori e adulti.
Le sue idee pedagogiche era-
no sorprendentemente inno-
vative: riteneva che il bambino
debba stare in compagnia dei
coetanei e non ritirato in casa;
solo lontano dall’idillio o dal
«quieto cantuccio domestico»
si può verificare il confronto
fra idee indispensabile per un
corretto sviluppo. Il bambino,
infatti,dovrebbe arrivare da solo
a comprendere e sperimentare
emotivamente le varie situa-
La Dichiarazione Universale dei
Diritti Umani dell’ONU afferma che
tutti i bambini, anche se illegittimi,
devono godere della stessa
protezione sociale.
L. Wickes Hine,
una piccola
filatrice nella
fabbrica tessile
Mollohan Mills,
Newberry,
Carolina del
sud, 3 dicembre
1908. (Credit:
David Shapinsky,
Wikimedia
Creative
Commons).
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