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La ricerca /
N. 5 Nuova Serie. Marzo 2014
Saperi /
Per una pedagogia dell’identità sessuale
• favorire già dalle scuole secondarie di primo
grado l’attivazione dei ragazzi, perché anche
sulla scortadi episodi di cronacapossanocom-
piere azioni di ricerca, sondaggi di opinione,
momenti di confronto con le opinioni di altri;
• favorire la frequentazione di letture che “apra-
no” al possibile,alla seconda opportunità,alla
costruzione e realizzazione di sé, al supera-
mento delle difficoltà, alla resilienza;
• educare alla differenza significa riconoscere
le differenze di cui ciascuno è portatore e
valorizzarle: discussioni,giochi,
attività sul tema costituiscono
una componente ineliminabile
della formazione dei soggetti
adolescenti (nel citato Quader-
no in uscita troveranno posto
esempi concreti di giochi ed at-
tività e un percorso narrativo
completo con le istruzioni per il
conduttore e le schede per gli alunni);
• favorire incontri con persone che rappresen-
tano le differenti posizioni sui diversi temi
collegati all’identità sessuale (diritti civili,
omogenitorialità, matrimonio civile, omofo-
bia e normazione della stessa) e favorire un
dibattito in cui i ragazzi,specie nella seconda-
ria di secondo grado,prendano posizione dopo
aver ricercato materiali, essersi confrontati
con testimonianze dirette, aver effettuato ri-
cerche, dopo aver letto testi o visto film;
• favorire l’incontro con persone omosessuali e
transessuali per ridurre i pregiudizi e gli ste-
reotipi. Notevole è infatti il dato (confermato
dalle ricerche) secondo il quale le persone
eterosessuali che conoscono un gay hanno
un atteggiamento di maggiore accettazione
verso il gruppo omosessuale, e questo è vero
anche in gruppi demografici dove sono più
diffusi atteggiamenti negativi, ad esempio
tra le persone altamente religiose o le persone
poco istruite;
• inserire nel curricolo un’alfabetizzazione
scientifica seria sui costituenti dell’identità
sessuale;
• dare spazio al riconoscimento dei generi e al
confronto sui comportamenti attesi in rela-
zione al sesso biologico,in relazione all’orien-
tamento sessuale, in relazione all’identità di
genere;
• non favorire le semplificazioni e l’insorgenza
di stereotipi, attraverso il confronto (pur ac-
cettando qualsiasi opinione e senza colpevo-
lizzare chi la esprime) e l’approfondimento di
ogni posizione;
• favorire i confronti anche in famiglia riguardo
questi temi.
La formazione degli insegnanti
Gli insegnanti si trovano spesso soli e impreparati
ad affrontare problematiche relative al bullismo
omofobico e alla discriminazione verso adolescenti
gay, lesbiche e trans. Consapevoli dell’importanza
del loro ruolo sociale come educatori e formatori an-
che suunpianoumano,relazionale edi crescitaper-
sonale,essi possono,con il loro esempio e attraverso
latrasmissionediinformazionicorrette,promuove-
re un atteggiamento aperto e stimolare riflessioni
su questi argomenti,producendo un cambiamento
significativo da un punto di vista sociale e culturale
eaffermandoivaloridilibertà,autodeterminazione,
rispetto e integrazione delle diversità.
La formazione degli insegnanti certamente è
uno strumento di primaria importanza nella lotta
alla discriminazione e nella prevenzione del bul-
lismo omofobico. Non è pensabile affidare ogni
situazione difficile all’intervento di esperti esterni:
occorre che queste competenze entrino inpossesso
di chi insegna e di chi educa, perché la differenza
trovi cittadinanza nella scuola.
Federico Batini
è ricercatore confermato all’Università di Perugia,
dove insegna Pedagogia sperimentale e Metodologia
della ricerca in educazione,dell’osservazione e della
valutazione.Sul tema di quest’articolo ha pubblicato,
tra l’altro:
L’identità sessuale a scuola
(a cura di F.Batini,
B.Santoni,edizioni Liguori) e
Comprendere la differenza
(Armando editore),
Di che sesso sei?
(e-book e audiolibro,
Php edizioni).In uscita per Loescher il “Quaderno
della Ricerca”
Identità sessuale: un’assenza ingiustificata.
Ricerca, strumenti e informazioni per la prevenzione del
bullismo omofobico a scuola
.
Educare alla
differenza significa
riconoscere le
differenze di cui
ciascuno è portatore
e valorizzarle.
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