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Saperi /
Per una pedagogia dell’identità sessuale
emozioni,consentire che siano espresse,aiutare a
rifletterci,aviverleegestirle,nel rispettodegli altri,
imparando a separare emozioni e comportamenti.
Esperire la differenza attraverso l’incontro ri-
mane il metodomigliore,il più dirompente,quello
più entusiasmante,che fa traboccare di gioia per la
scoperta vera che rappresentano gli altri.Volendo
tuttavia sollecitare tutti coloro che si occupano, a
vario titolo,di educazione,istruzione e formazione
a trattarequesti temi,bisognaanche ricordare cosa
significa sperimentare direttamente la bellezza
del cambiamento di opinione, il disvelamento di
pregiudizi, il rapido prendere coscienza degli ste-
reotipi che ci portiamo dietro: attraverso segmenti
formativi e, perché no, anche attraverso alcune
semplici attività e poche informazioni di prima
alfabetizzazione.
Nel nostro sistema di istruzione il controllo del
corpo e dei comportamenti sessuali si è declinato
nel silenzio e nella sistematica rimozione di ogni
elemento che potesse mettere in discussione ciò
che è implicitamente promosso (la coppia etero-
sessualemonogamica centrata sulla procreazione).
Per contribuirealla costruzionedi una scuola in-
clusiva,rispettosadelle differenze,capace di offrire
a ciascuno strumenti e competenze adeguate alla
gestione del proprio futuro in quanto cittadino/a
e lavoratore/trice è necessario partire dalla scuola
dell’infanzia, con l’esercizio di alcune attenzioni.
Il riconoscimento della dignità di ogni persona e
il suo diritto al rispetto degli altri,alla sospensione
del giudizio (prima di conoscere e provare ad as-
sumere il suo punto di vista), il diritto di ciascuno
alla possibilità di costruirsi e di perseguire la pro-
pria piena realizzazione devono essere promossi
attivamente attraverso inserti teorici, esperienze
pratiche, riflessioni e confronti. Il riconoscimento
del carattere mutevole di valori e significati,esplo-
rando come alcune cose che riteniamo oggi asso-
lutamente “normali” e quotidiane non lo fossero in
altri tempi,o non lo siano in altri luoghi geografici,
costituisce uno dei primi passi che si possono fare.
Tutte le attenzioni necessarie
Ecco una sintesi delle attenzioni necessarie:
• nei primissimi anni di scolarità favorire la fre-
quentazione di piccole storie con protagonisti
che affermano una differenza come valore;
• utilizzare testi pensati proprio per spiegare
le differenti composizioni possibili delle fa-
miglie;
• la necessità di includere, in modo reiterato e
convariazioni relative all’età e al livello cogni-
tivo dei ragazzi/e,narrazioni che affrontino lo
stesso tema da più punti di vista, per favorire
la comprensione di come lo “sguardo” di cia-
scuno di noi possa costituire, a volte, la causa
di fraintendimenti e incomprensioni che non
derivano,necessariamente,da cattivavolontà,
ma da impossibilità di accedere ai significati
dell’altro/a se non lavoriamo sulle nostre ca-
pacità empatiche;
• la necessità di leggere ad alta voce testi appar-
tenenti a più culture in aula, per il gusto e la
funzione di confrontarsi sulle storie;
• la necessità di confrontarsi con storie plurali
in cui vi siano soggetti in formazione che
giungono a esiti differenti circa la propria
identità di genere, circa il proprio orienta-
mento sessuale;
• proporre modelli di ruolo che non siano solo
maschili ed eterosessuali (evitare il fenomeno
per cui nelle società occidentali il maschio
caucasico eterosessuale viene utilizzato co-
me fosse l’unico rappresentante possibile del
genere umano);
• recuperare porzioni del curricolo nascoste: se
si affrontano le biografie dei personaggi che
sono studiati ricordarsi che esiste un numero
enorme di artisti, pensatori, condottieri, in-
ventori eccetera omosessuali o transessuali;
• prevedere nel corso dell’anno scolastico mo-
menti di confronto su diverse tematiche rela-
tive ai vari tipi di differenza;
Un caso di
bullismo. (Credit:
/
photos/trixer).
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