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N. 5 Nuova Serie. Marzo 2014
Saperi /
Educazione alla legalità. I minori del penale
Educazione alla legalità.
I minori del penale
Il direttore del Dipartimento di Giustizia Minorile offre una
panoramica sui minori nel penale: qual è lo scenario, chi sono gli attori,
quali i mali della società e in cosa consiste il modello riparativo.
di Serenella Pesarin
D: Di che cosa si occupa il Dipartimento di
Giustizia Minorile, e qual è la filosofia che
sta alla base del lavoro che vi si svolge?
R: Il Dipartimento, uno dei quattro Dipartimenti
del Ministero della Giustizia,assicura l’esecuzione
dei provvedimenti dell’Autorità giudiziaria mino-
rile,garantendo la certezza della pena,la tutela dei
diritti soggettivi,la promozione dei processi evolu-
tivi adolescenziali in atto e perseguendo la finalità
del reinserimento sociale e lavorativo dei minori
entrati nel circuito penale. Si
occupa della tutela dei diritti dei
minori e dei giovani-adulti, dai
14 ai 21 anni, sottoposti a misu-
re penali, mediante interventi
di tipo preventivo, educativo e
di reinserimento sociale. Altra
finalità è quella di attivare pro-
grammi educativi, di studio e
di formazione-lavoro, di tempo
libero e di animazione, per as-
sicurare una effettiva integra-
zione con la comunità esterna.
L’istruzione,insieme alla formazione professiona-
le e il lavoro, è uno degli strumenti principali del
trattamento sia per il suo valore intrinseco, sia in
quanto mezzo di espressione e realizzazione delle
singole capacità e potenzialità.
D: Come si declina la punibilità di un quat-
tordicenne? Lei ha affermato che «non si può
buttare la chiave» se un giovane sbaglia.
R: Il termine punibilità richiama alla mente il
cosiddetto
modello retributivo
vigente in Italia dal
1934 (anno del Regio Decreto 1404 Istituzione e
funzionamento del tribunale per i minorenni) al
1956 (anno della Legge 888 Modificazioni al Regio
Decreto 1404/34) quando l’intento della società si
risolveva in una mera punizione del reo caratte-
rizzata dal controllo, dalla cura e dalla correzione
e la responsabilità del minore veniva valutata ai
fini di un’equa commisurazione della pena.Si è poi
passati al cosiddetto
modello rieducativo
centrato
sulla rieducazione del reo e sull’adeguamento del
suo comportamento attraverso l’assistenza, l’os-
servazione della personalità e interventi mirati a
sopperire alle carenze affettive o di socializzazione,
“inuso”dal1956sinoall’emanazionedelDPR448/88
che istituisce il processo penale per i minorenni.
Oggi,invece,la Giustizia minorile opera nel campo
del cosiddetto
modello riparativo
e l’intervento non
si connota più dal solo punto di vista sanzionato-
rio-trattamentale,ma è diventato un approccio di
riconciliazione con il contesto,un’azione riparativa
e di responsabilità, dove una nuova concezione
della sanzione penale, pur mantenendo intatti
gli aspetti di rinvio alla responsabilità personale,
rimanda a una responsabilità condivisa,puntando
sulla presa di coscienza dell’autore di reato,sull’at-
tivazionedellerisorsedelterritorioesullarevisione
critica di ciò che si è soliti definire comportamento
impropriofino al risanamentodell’equilibrio rotto-
si tra l’autore del reato e la vittima.
Altra cosa è l
’imputabilità
, intorno alla quale è
costituito il sistema penale minorile italiano: per
poter procedere penalmente nei confronti di un
minore è necessario che questi sia imputabile,os-
sia capace di intendere e di volere. Gli artt. 97 e 98
del Codice penale prevedono rispettivamente che
«nonè imputabile chi,nelmomento incui ha com-
messo il fatto, non aveva compiuto i quattordici
anni» e che «è imputabile chi,nel momento in cui
ha commesso il fatto, aveva compiuto quattordici
anni,ma non ancora diciotto, se aveva la capacità
di intendere e di volere».Tale capacità deve essere
sempre accertata dal giudice,a differenza dei mag-
giorenni per i quali invece la capacità di intendere
e volere è presunta.
L’istruzione, insieme
alla formazione
professionale e il
lavoro, è uno degli
strumenti principali del
trattamento, sia per il
suo valore intrinseco,
sia in quanto mezzo di
espressione.
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