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Saperi /
A scuola per crescere: riconoscersi persone
Fornire un intenso accompagnamento
formativo
Un accompagnamento formativo dovrebbe essere
orientato a due ambiti.
Il primo riguarda la formazione della persona e
la crescita del cittadino, e si può sviluppare attra-
verso la costruzione di percorsi orientati a:
• fornire e discutere conoscenze pubbliche utili
all’eserciziodel ruolodi cittadinonellarelazio-
ne con la città, il suo vivere e il suo crescere;
• sviluppare abilità di tipo sociale, legate allo
stare con gli altri, pensare e progettare in-
sieme, interloquire con chi amministra, dare
vita a percorsi di denuncia e di costruzione
partecipata di ipotesi di cambiamento;
• far crescere essenze, utili alla maturazione
della coscienza civile, princìpi irrinunciabili
attorno ai quali apprendere l’esercizio difficile
della coerenza nel quotidiano e costruire lo
spazio del vivere collettivo;
• curare il sentirecivile,i sentimenti chesosten-
gono le pratiche di giustizia e uguaglianza.
Quattro aree orientate alla piena partecipazione
delle persone alla vita della comunità, nella quale
vivono per formare il cittadino a far sorgere la
propria dimensione sociale.
Il secondo ambito riguarda la cura della crescita
di contesti pubblici nei quali poter vivere meglio.
Per crescere serveunmondoprossimo,uncontesto
vicino alle persone al punto da aiutarle a ricono-
scersi senza perdersi.Nel quale incontrare confini
con cui misurarsi; incontrare l’altro. Per crescere
serve l’altro, ogni persona esiste se ha uno spazio
nell’altro, nei suoi pensieri, nei suoi percorsi. Si
tratta di cercare di costruire insieme realtà vive,
accoglienti e eterogenee,tenute insieme da diritti
e responsabilità.
Un’esperienza educativa civile,che si fa politica
pubblica, non al servizio di interessi particolari
ma con i beni pubblici come contenuti specifici,
una comunità che si trasforma e cresce secondo
giustizia.
Della giustizia e delle libertà
Occuparsi dello sviluppo di percorsi di educazione
alla cittadinanza rimanda in modo evidente alla
cura delle pratiche di giustizia e libertà, di accesso
a diritti, risorse e progetti futuri per tutti, proprio
come richiama la nostra Costituzione. Purtroppo
però troppe persone pagano con la loro esclusione
la crescita economica di pochi.Le nostre economie
pensanoepraticanounosviluppoattraverso l’appli-
cazione di un modello teorico che prevede le disu-
guaglianze come elementi funzionali alla crescita.
L’educazione alla cittadinanza non può prescin-
dere dall’affrontare il nodo della giustizia e della
libertà nella loro relazione: in questa direzione
possono venirci in aiuto le parole del Presidente
Sandro Pertini: «Per me libertà e giustizia sociale
costituiscono un binomio inscindibile. Non vi
può essere vera libertà, senza la giustizia sociale.
Come nonvi può esserevera giustizia sociale senza
libertà».
Occorrericercareeperseguirelagiustiziasociale
per realizzare comunità fondate sull’uguaglianza e
garantire libertà per permettere un reale accesso a
percorsi divitaedi sviluppopossibili; libertà intese
come presenza o assenza di limitazioni.
Appare chiaro il concetto di “libertà individua-
li”, insieme di dotazioni perso-
nali, di capacità e competenze,
che mettono le persone nelle
condizioni di essere interpreti
principali del loro processo di
liberazione ed emancipazione.
Gli studi sulle libertà individuali
esprimono interessanti orien-
tamenti, che indicano attorno
a quali aree di impegno le po-
litiche e il sistema pedagogico
dovrebbero investire:
• i percorsi di liberazione dal bisogno e di co-
struzione di diritti;
• l’investimento sulla conoscenza e sull’accesso
all’informazione;
• l’aumento della coesione sociale e dei legami
significativi nelle comunità;
• la pratica di processi partecipativi;
• la cura degli ambienti urbani di vita.
Apprendere e amare l’esercizio
del pensare
Se l’esercizio del pensiero è debole,o viene meno,è
possibile che gradualmente entri in crisi la capa-
cità di uno sguardo etico sulla vita, la possibilità
di distinguere il giusto dall’ingiusto. Si smette di
prendere decisioni autonome sulla qualità del pro-
prio esistere e del proprio essere donne e uomini.
Ciòchespessoaccade inmolti percorsi di educazio-
ne alla cittadinanza è,purtroppo,la promozione di
una cultura della conoscenza fondata sul possesso,
in linea con la cultura dominante, un sapere utile
a esercitare potere sulla realtà.Si dovrebbe e si po-
trebbe lavorare invece per lo sviluppo del pensiero,
della capacità e della passione per la ricerca del
senso delle cose. Un pensare libero e autonomo,
critico e partecipativo.
L’educazione alla
cittadinanza non
può prescindere
dall’affrontare il nodo
della giustizia e della
libertà nella loro
relazione.
Michele Gagliardo
è responsabile del Piano Giovani del gruppo Abele;
è autore insieme a F.Rispoli e M.Schermi di
Crescere
il giusto. Elementi di educazione civile
,Edizioni Gruppo
Abele,Torino,2012.
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