Sono rari i progetti didattici centrati sull’uso delle tecnologie digitali dell’informazione che non siano fondati su slogan a effetto, destinati da una parte a rappresentare l’entusiasmo di coloro che li realizzano (e che saranno poco disposti ad ammettere e ancora prima a individuare i punti deboli, le “criticità” come si usa dire adesso) e dall’altra ad attirare l’attenzione mediale, con il solo vero risultato di approssimare allo zero la credibilità scientifica del percorso e di procedere a inaccettabili semplificazioni dei risultati ottenuti.

brain_buzzer1Tra queste felici eccezioni si colloca AMELIS (Ambienti multimediali per l'educazione linguistica e interculturale nella scuola primaria), che è stato messo in atto nell’ambito Bando Ministeriale Innovascuola del 2008, ha prodotto un centinaio di risorse didattiche multimediali ed ha compreso anche un percorso formativo rivolto agli insegnanti, allo scopo di accrescere in modo preciso e consapevole le loro competenze professionali.

Sono disponibili a tutti in rete sia un libro sia un sito. Entrambi sono rilasciati in modalità Open Access, e sono quindi liberamente riutilizzabili da tutti coloro che fossero interessati. Il sito raccoglie una selezione di materiali didattici differenti per “target di riferimento, strategie didattiche, temi affrontati, programmi utilizzati”, corredati non solo della scheda descrittiva di tipo metodologico-didattico degli autori, ma anche delle osservazioni dei docenti che li hanno effettivamente sperimentati sul campo.

Particolarmente importante è il fatto che le risorse siano state calibrate tenendo conto della teoria del carico cognitivo, che ha portato gli autori a rinunciare intenzionalmente a quegli “elementi visivi seduttivi” che troppo spesso caratterizzano gli oggetti multimediali destinati a bambini e ragazzi in situazione di apprendimento.

Quello alla Cognitive Load Theory non è l’unico riferimento culturale esplicito del progetto. Il libro, infatti, è molto utile per chiarire altri aspetti concettuali di grande respiro, che coloro che si occupano di “didattica digitale” dovrebbero padroneggiare in modo sicuro e approfondito e non conoscere per sentito dire.

Ci riferiamo, per esempio, alla questione delle Risorse Educative Aperte (OER), tema affrontato nel volume in PDF in modo analitico ed esaustivo, dalla definizione alle origini, dal collegamento con il software open source e il relativo movimento ideale alle licenze Creative Commons e ai conseguenti problemi in termini di diritto e di mentalità, dalle modalità di produzione a esemplificazioni significative e consolidate.

Analogamente, è molto importante la presenza di un saggio che affronta il tema della collaborazione a scuola (e quindi tra insegnanti) e tra scuole nella prospettiva di una professionalità docente necessariamente dinamica “multidimensionale e in continua metamorfosi”, senza evitare di riflettere, oltre che sui vantaggi, anche le difficoltà e i possibili conflitti che possono essere conseguenti a queste pratiche, troppo spesso invece date per scontate, se non decantate come panacee dell’insegnare e dell’imparare.

Marco Guastavigna

Insegnante nella scuola secondaria di secondo grado e formatore. Tiene traccia della sua attività intellettuale in www.noiosito.it.

 
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