Non vedevo l’ora di testarlo. Tanto che – per vederlo in azione - avevo deciso di indirizzare le mie richieste a Google.com e di privilegiare i risultati in inglese.

knowledge_graph

 

Con questi due semplici accorgimenti ero riuscito ad essere già qualche mese fa tra i primi utenti di Knowledge Graph, il nuovo algoritmo del più famoso ed utilizzato motore di ricerca, che dal 5 dicembre 2012 è disponibile ed attivo in automatico anche su Google.it.

Il lancio di Knowledge Graph era stato preceduto da entusiastiche previsioni sul prossimo modificarsi di risultati e comportamenti degli utenti: la grandissima parte di coloro che lo hanno recensito lo ha definito uno strumento di “ricerca intelligente”, in grado di andare al di là della semplice occorrenza in misura significativa delle parole chiave sulle pagine indicizzate da Google, per individuare e visualizzare invece aspetti semantici e concettuali più profondi e potenziali connessioni con altri nuclei informativi.

Le prime prove erano state davvero interessanti. Inserendo come chiave “Freud”, ad esempio, nella pagina dei risultati compaiono la relativa voce di Wikipedia – a testimoniare il successo e la credibilità di questo particolare progetto di enciclopedia libera e collaborativa -, una serie di siti di enti “istituzionalmente” dedicati al padre della psicoanalisi, ma anche una sua sintetica scheda biografica, le opere principali, alcune delle quali presenti negli archivi di testi digitalizzati del tutto o in parte da Google Books, e indicazioni in merito ad altri personaggi su cui hanno fatto ricerca coloro che prima di noi si sono interessati al grande Sigmund: Jung, Lacan, Nietzsche, Marx, Piaget. Google – non dimentichiamolo mai – registra ciò che noi andiamo facendo (in forma anonima e aggregata per il rispetto della privacy, o almeno così afferma). In un servizio televisivo di qualche tempo fa, uno dei suoi dirigenti sosteneva addirittura di essere in grado di prevedere gli andamenti di massima del mercato turistico estivo con parecchi mesi di anticipo, semplicemente monitorando le ricerche a proposito di offerte di viaggio, servizi alberghieri e così via. Un altro esempio: “Turin” rimanda ad accesso al sito del Comune, mappa e sintetica scheda geografica, luoghi di interesse, informazioni su gastronomia, Maratona della Città olimpica e - come è ovvio - Juventus.

Proseguendo nella mia esplorazione, ho però via via ridimensionato le mie iniziali aspettative, davvero ottimistiche. Knowledge Graph non sembra attualmente essere in grado di andare molto al di là dei “nomi propri”: la ricerca intelligente appare funzionare insomma solo su personaggi famosi e località. “Socialism” nella versione inglese e “socialismo” nella versione italiana non forniscono infatti risultati che ci autorizzino a pensare che la chiave sia trattata in modo semantico; più significativo a dire il vero l’impiego di “marxism” su Google.com, ma non quello di “marxismo” su Google.it.

Che il tutto sia da perfezionare - in ogni caso - lo testimoniano il fatto che mentre scrivo il primo risultato italiano di una ricerca sul presidente degli Stati Uniti sia un articolo di Repubblica, “Un pesce di nome Obama”, che riferisce di una nuova specie di perca dorata, il cui nome è un omaggio all’impegno ambientalista del successore di Bush. E ancor di più il fatto che ora come ora Google.it non considera Paolo VI un concetto con valenza semantica, a differenza di Paolo Villaggio, di cui presenta scheda di Wikipedia, filmografia (con la possibilità di raggiungere con pochi clic gli spezzoni presenti su Youtube) e correlazione con Boldi, Banfi, Pozzetto, Salce e - ça va sans dire - Milena Vukotic.

Marco Guastavigna

Insegnante nella scuola secondaria di secondo grado e formatore. Tiene traccia della sua attività intellettuale in www.noiosito.it.

 
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