È uscito il sesto Quaderno de La ricerca, Per una letteratura delle competenze: il progetto Compita e l'evoluzione dell'insegnamento dell'italiano a scuola.

L’evoluzione attuale del sistema scolastico verso una modalità educativa centrata sulle competenze trova la sua genesi nella Strategia di Lisbona del 2000 e nelle Raccomandazioni del Parlamento e Consiglio europei del 2006, a cui hanno fatto seguito le Linee guida per gli istituti tecnici e professionali da una parte e le Indicazioni nazionali per i licei dall’altra. Ma il percorso in questa direzione «è difficile, poiché esige trasformazioni importanti dei programmi, della didattica, della valutazione, del funzionamento delle classi e degli edifici», come afferma il sociologo ginevrino Philippe Perrenoud.

La scuola e, in particolare, l’insegnante di italiano vi deve far fronte con metodologie didattiche innovative e con la necessaria selezione e il corretto uso delle conoscenze disciplinari: in modo che queste divengano funzionali alla formazione e all’allenamento di competenze, trasversali e specifiche, negli studenti. Il “valore d’uso” del letterario e la sua possibile “mobilitazione in situazione” non sono peraltro concetti né scontati né facilmente definibili: coi quali però, in una didattica per competenze, l’insegnante deve confrontarsi. 

Il lettore non specialista, oggi come un tempo, non legge le opere letterarie per padroneggiare meglio un metodo di lettura, né per ricavarne informazioni sulla società in cui hanno visto la luce, ma per trovare in esse un significato che gli consenta di comprendere meglio l’uomo e il mondo, per scoprire una bellezza che arricchisca la sua esistenza; così facendo, riesce a capire meglio sé stesso. (T. Todorov, La letteratura in pericolo)

Partendo dal presupposto che la letteratura sia uno strumento estremamente potente e versatile sul piano delle competenze comunicative, emotive e sociali, e delle competenze di cittadinanza in genere, come enunciato nel Documento programmatico di Compìta, le competenze dell’italiano, un gruppo di italianisti di scuola e università, sostenuto dalla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici del MIUR, ha dato vita a un progetto pluriennale di ricerca-azione che vede coinvolte circa cinquanta scuole pilota, in stretta collaborazione con dodici università, distribuite sul territorio della penisola.

Alle ipotesi che abbiamo formulato, qui presentate nell’intervento curato da Carla Sclarandis e Cinzia Spingola per il Comitato Tecnico Scientifico, e dalle quali muove la sperimentazione nelle classi, nella prima parte di questo quaderno segue un dibattito teorico aperto: per dare voce al confronto sia con esperti di didattica della disciplina sia con pedagogisti particolarmente impegnatisul fronte dell’insegnamento per competenze. Dai loro contributi, a volte caratterizzati da posizioni di aperta discussione, emergono veri e propri pungoli all’impegno per una definizione del progetto che sia auspicabilmente sempre più ricca e condivisa; al tempo stesso si tratta di interventi generosi di stimoli e di ulteriori spunti per l’approfondimento della riflessione degli insegnanti coinvolti: insegnanti che, col loro lavoro in classe, sono i veri protagonisti del progetto.

Agli insegnanti di Compìta (sintesi di “competenze dell’italiano”), insegnanti di italiano del secondo biennio e dell’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado, è dunque affidata la seconda parte del quaderno: al loro primo anno di realizzazione del progetto in classe, qui formalizzato in contributi-proposte di lavoro, significativi sia nel documentare i primi risultati del progetto, sia per orientarne o riorientarne le future applicazioni.

Natascia Tonelli insegna Letteratura italiana all’Università di Siena. Codirige la rivista di italianistica «Per leggere» e dirige una collana di testi commentati che affianca la rivista. È presidentessa della sezione didattica dell’Associazione degli Italianisti (Adi). Le sue ricerche si sono prevalentemente rivolte, quanto agli aspetti metrico-linguistici e ai nessi fra cultura e produzione lirica, alla letteratura dei primi secoli così come alla poesia del Novecento. Negli ultimi anni ha collaborato con INDIRE e INVALSI e coordina il progetto COMPÌTA, relativo all’insegnamento dell’italiano (letteratura e lingua) per competenze.

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