La società dell’infosfera, in cui siamo immersi, è segnata dal rapido sviluppo e dall’evoluzione di tecnologie informatiche sempre più complesse che offrono grandi opportunità, ma anche creano nuovi problemi e pongono nuove sfide. È perciò sempre più necessaria una ricerca filosofica che aiuti a comprendere la realtà e a interagire nell’infosfera. La ricerca di Luciano Floridi, il padre dei “Principia Philosophiae Informationis”, costituisce un contributo prezioso che è utile conoscere.

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Luciano Floridi è un’autorità internazionale nell’ambito della filosofia dell’informazione, sia per le sue numerose e importanti pubblicazioni in quest’ambito, sia per la cattedra che occupa, in quanto è Professore Ordinario di Filosofia ed Etica dell’Informazione all’Università di Oxford. Egli, inoltre, ricopre importanti ruoli in centri di ricerca, come ad esempio Direttore del Digital Ethics Lab dell’Oxford Internet Institute dell’Università di Oxford, e Turing Fellow e Chair del Data Ethis Group dell’Alan Turing Institute.

Nell’anno in corso è stato pubblicato dalla Oxford University Press il libro di Floridi The Logic of Information (che Raffaello Cortina Editore sta traducendo con il titolo Pensare l’infosfera. La filosofia come design concettuale). Si tratta del terzo momento di un monumentale edificio concettuale che, una volta concluso, è previsto che si articoli in almeno quattro densi volumi. L’opera nel suo complesso andrà a costituire i suoi Principia Philosophiae Informationis. Scherzando, Floridi dice di voler dare anche a Oxford i suoi Principia, visto che Cambridge è già a quota tre (grazie a Isaac Newton, Bertrand Russell e George Edward Moore), mentre finora Oxford era a zero. Al di là dello scherzo, è facile capire quanto il progetto sia ambizioso e importante.

L’impresa di Floridi nasce dalla consapevolezza che è in corso una rivoluzione che sta cambiando la nostra società in maniera profonda e irreversibile, così che sta diventando indispensabile saper creare, gestire e utilizzare l’informazione in modo critico e consapevole. Per poterlo fare meglio è però necessaria un’adeguata filosofia dell’informazione. Floridi, ormai da decenni, sta sviluppando quest’area di ricerca come un ambito nuovo e indipendente.
Sta diventando indispensabile saper creare, gestire e utilizzare l’informazione in modo critico e consapevole. Per poterlo fare meglio è però necessaria un’adeguata filosofia dell’informazione.I vantaggi e il progresso portato dallo sviluppo delle tecnologie dell’informazione sono enormi e ben noti, ma con essi stanno arrivando anche una serie di nuovi problemi: si pensi ad esempio ai dibattiti sulle criptovalute, a quelli sulle fake news (e ora anche ai deepfake), al cyberbullismo, ai problemi circa l’identità digitale, a quelli relativi al diritto all’oblio, alle questioni relative al diritto d’autore di opere digitali, alla democrazia digitale, o alla libertà di espressione online.
Il proposito di Floridi è dunque di contribuire a elaborare adeguate concettualizzazioni di sfondo per potere poi affrontare con strumenti più adatti e sofisticati le nuove sfide che la società dell’informazione ci pone e ci porrà negli anni a venire.

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Circa le tappe di sviluppo di questo progetto, nel 2011 usciva il primo volume, The Philosophy of Information. Esso si occupava di discutere e presentare le nozioni di informazione semantica e ridefiniva, in questo nuovo contesto, gli esseri umani in termini di motori semantici e organismi informazionali coscienti capaci di disegnare e apprendere artefatti semantici. Due anni dopo usciva il secondo volume, The Ethics of Information che si occupava dell’etica di organismi informazionali (inforg), quali noi siamo, e che sono parte di ambienti informazionali (infosfera). Ora, appunto, siamo alla terza tappa, dedicata a discutere la filosofia come design concettuale.
La realtà viene riletta da Floridi secondo il paradigma informazionale: non si tratta di una mera traduzione in nuovo linguaggio di vecchie categorie, ma di una autentica rivoluzione, che apre nuovi scenari e forgia nuove idee.L’intento complessivo del progetto è impressionante, soprattutto in tempi in cui sembra che la specializzazione porti ogni ambito accademico, e perciò anche la filosofia, a occuparsi di questioni estremamente limitate e ristrette. Dopo Hegel, nessuno ha più osato svolgere un percorso altrettanto sistematico e organico così che, comunque la si giudicherà, l’operazione di Floridi è degna di interesse. Egli infatti spazia dalla filosofia dell’informazione alla metafilosofia, dall’epistemologia all’etica, dalla metafisica alla logica. Senza poi contare che il quarto volume, per ora solo annunciato, estenderà la ricerca alla politica dell’informazione. La realtà viene riletta da Floridi secondo il paradigma informazionale: non si tratta di una mera traduzione in nuovo linguaggio di vecchie categorie, ma di una autentica rivoluzione, che apre nuovi scenari e forgia nuove idee.
Ciascuno dei volumi della quadrilogia è pensato per essere letto indipendentemente dagli altri e tuttavia vi sono due testi, entrambi pubblicati dalla Oxford University Press, che offrono utili vie di introduzione ai Principia: Information. A Very Short Introduction (2010) e The Fourth Revolution. How the Infosphere is Reshaping Human Reality (2014). Il lettore italiano che fosse interessato può trovare il primo tradotto da Massimo Durante per Codice, con il titolo La rivoluzione dell’informazione; e il secondo, sempre tradotto da Massimo Durante per Raffaello Cortina, con il titolo La quarta rivoluzione. Come l’infosfera sta trasformando il mondo.

(continuaI Principia di Oxford. Le domande della filosofia)


Per approfondire, dello stesso autore su «La ricerca»:

Gian Paolo Terravecchia

Cultore della materia in filosofia morale all'Università di Padova, si occupa principalmente di filosofia sociale, filosofia morale, teoria della normatività, fenomenologia e filosofia analitica. È coautore di manuali di filosofia per Loescher editore. Di recente ha pubblicato: “Tesine e percorsi. Metodi e scorciatoie per la scrittura saggistica”, scritto con Enrico Furlan.

 
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