Il titolo del Concorso di filosofia per le scuole superiori, Romanae Disputationes 2020, è: “Linguaggio e mondo. Il potere della parola”. La giornata di lancio del Concorso si svolgerà presso l’Università degli Studi di Milano, il 25 settembre 2019, con la relazione del prof. Carmine Di Martino dell’Università degli Studi di Milano.

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Rispetto alle annate precedenti in cui il lancio avveniva a ottobre e il Convegno finale a marzo, quest’anno tutto è anticipato di un mese, infatti anche il Convegno è anticipato e si svolgerà dal 13 al 15 febbraio presso l’Università Alma Mater Studiorum di Bologna. Si tratta di una tre giorni, anche su richiesta di molti dei partecipanti delle edizioni passate le quali duravano due giorni. L’associazione ApiS, che promuove l’iniziativa, ha infatti deciso di prolungare di un giorno il Convegno. Si è trovata una soluzione flessibile, che mantiene gli eventi principali su due giorni e offre come facoltativa la terza giornata (in ordine temporale la prima delle tre).
Sono previsti workshop interdisciplinari, sull’argomentazione e il dibattito, gli ormai tradizionali dibattiti Age contra. Il fiore all’occhiello della tre giorni sono le relazioni degli studiosi di caratura internazionale che parteciperanno al Convegno. Gli studenti infatti avranno modo di ascoltare ed entrare in dialogo col linguista e neuroscienziato Andrea Moro, della Scuola Universitaria superiore IUSS di Pavia, e col filosofo dell’informazione Luciano Floridi, dell’Università di Oxford.
Il prof. Costantino Esposito, dell’Università di Bari e Presidente del Comitato scientifico del Concorso, farà un bilancio finale, offrendo un momento di sintesi dei lavori svolti. Gli studenti, guidati dai propri docenti, avranno modo, anche quest’anno, di elaborare delle tesine o dei video sul tema del Concorso. Romanae Disputationes renderà disponibile sul suo sito, anche quest’anno, alcune video lezioni di docenti universitari.

Il tema del linguaggio, vero classico della filosofia, è di grande fascino e attualità. Nella declinazione datane nel titolo del Concorso, esso acquista importanti elementi di interesse. Nel Novecento la “svolta linguistica”, che trova in Frege, Russell e Wittgenstein alcuni dei suoi nomi di punta, ha rappresentato una novità importante e feconda nella ricerca filosofica. Ne è nata una tradizione, quella della filosofia analitica, che è di grande peso nel panorama dell’attuale ricerca. Questi studiosi sono però stati oggetto di critica per aver perso di vista il mondo, essendo troppo intenti a osservare il linguaggio. Il titolo delle RD2020 cerca di ovviare al problema e suggerisce agli studenti di guardare al linguaggio e, però, anche al suo nesso col mondo. Questo apre molte vie, per esempio quelle dell’ontologia e più ampiamente della metafisica, quelle della teoria degli atti linguistici, per via del fatto che si possono “fare cose con le parole” (come chiarirono Austin e Searle). Gli studenti avranno modo di fare metafilosofia, per via della centralità nella filosofia della riflessione concettuale. Con Heidegger si potrà apprezzare il potere della parola (poetica) che rivela e però anche cela l’essere. Con Gadamer, si potrà riflettere sull’importanza della parola nel percorso che si svolge attraverso il circolo ermeneutico, in cui l’interprete accede al mondo attraverso le sue preconoscenze, e perciò anche attraverso il linguaggio. Bisognerà fare i conti con importanti tradizioni filosofiche, come il nominalismo, il convenzionalismo, l’essenzialismo, il concettualismo, il realismo, andando così a pescare nella tradizione medioevale uno dei grandi dibattiti della storia del pensiero occidentale, cioè quello che riguarda la disputa sugli universali. Gli studenti potranno esplorare e “saccheggiare” la tradizione greca spingendosi fino a Socrate, l’inventore del “concetto”.

 

Gli studenti, insomma avranno modo, di pensare a cose alte facendo tesoro dei classici del pensiero e saranno chiamati a essere creativi nell’elaborare per iscritto le loro idee, nel rigore di formulazioni fondate e svolte in forma argomentata. Avranno modo di elaborare prodotti culturali, come i video, cercando di unire al pregio artistico lo spessore della riflessione filosofica. Potranno poi mettersi in discussione e chiedere conto delle idee dei loro compagni nei dibattiti Age contra. Per coloro che decideranno di mettersi in gioco, potrà essere una occasione di crescita intellettuale e umana di grande spessore (il bando è scaricabile qui). In bocca al lupo a tutti!

Gian Paolo Terravecchia

Cultore della materia in filosofia morale all'Università di Padova, si occupa principalmente di filosofia sociale, filosofia morale, teoria della normatività, fenomenologia e filosofia analitica. È coautore di manuali di filosofia per Loescher editore. Di recente ha pubblicato: “Tesine e percorsi. Metodi e scorciatoie per la scrittura saggistica”, scritto con Enrico Furlan.

 
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