Per rispondere al quesito se la filosofia sia riducibile a un genere letterario, o più precisamente a un insieme di generi letterari, bisognerebbe avere le idee chiare su cosa sia la filosofia e cosa la letteratura, assumendo che ciascuna di esse possa venire trattata in forma unitaria.

Foto Jan Reymond, da https://www.flickr.com/photos/overthemoon/

Bisognerebbe sviluppare un percorso disciplinare che abbia da un lato una metafilosofia e dall'altro una filosofia della letteratura, che comprenda in ampia prospettiva un'estetica e più da vicino un'ontologia dell’opera letteraria. Solo dopo un serrato confronto tra filosofia e letteratura si avrebbe il responso: alterità irriducibile, prossimità, sovrapposizione parziale, coincidenza. O almeno così sembra a prima vista.

Chi è però titolato a compiere un tale percorso? La filosofia, o la letteratura? Secondo la descrizione appena data, si direbbe che è la filosofia, o almeno alcuni suoi ambiti: metafilosofia, estetica, ontologia. Ma perché non affidare invece proprio alla letteratura questo compito tanto delicato? Forse perché per suo metodo (metodo?) e interessi non è adatta? O magari perché le mancano gli strumenti concettuali? O forse ancora si può dire che, ammesso che la filosofia e la letteratura siano la stessa cosa, il compito è loro affidato in modo tale che è dato a nessuna delle due separatamente dall'altra. Purtroppo, già in fase preliminare, quando si imposta il problema, ci si orienta implicitamente verso una soluzione. I presupposti iniziali dai quali si parte dettano – o almeno rischiano di dettare – la strada che porta a una particolare soluzione, piuttosto che a un'altra. Come affrontare la cosa evitando il circolo, o mettendosi al riparo dal rischio? Qui non basta essere consapevoli del problema per eliminarlo, o neutralizzarlo.

Lascio però per ora aperto il quesito su come procedere, perché bisogna preliminarmente fare i conti con un diffuso pregiudizio, secondo cui non vi è continuità tra filosofia e letteratura. Se fosse vero, non si potrebbe proseguire oltre nella ricerca.

Gian Paolo Terravecchia

Cultore della materia in filosofia morale all'Università di Padova, si occupa principalmente di filosofia sociale, filosofia morale, teoria della normatività, fenomenologia e filosofia analitica. È coautore di manuali di filosofia per Loescher editore. Di recente ha pubblicato: “Tesine e percorsi. Metodi e scorciatoie per la scrittura saggistica”, scritto con Enrico Furlan.

 
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