Se un tempo si diceva che la vita comincia a 40 anni, oggi la soglia sembra essersi spostata ai 50. Complice un’esistenza precaria e instabile, sia da un punto di vista lavorativo che sentimentale, capita sempre più spesso di ritrovarsi a 50 anni a dover ripensare al proprio futuro.

Blandine Lenoir ha cominciato la sua carriera nel mondo del cinema come attrice, ma ha sempre avuto la passione per la regia: 

Ho sempre desiderato fare la regista, malgrado pensassi che fosse un sogno irrealizzabile. Poi, a 12 anni, mi è capitato di vedere senza tetto né legge di Agnès Varda. Era la metà degli anni '80 ed era la prima volta che vedevo un film su una donna e realizzato da una donna. Mi si è aperta una porta. 

Dopo il suo esordio con il lungometraggio Zouzou (2014), con 50 primavere porta sullo schermo una delicata commedia che ha il pregio coniugare realismo e leggerezza. Come racconta la stessa regista, l’idea del film è nata dall’esperienza personale: 

Mi avvicinavo ai quarant'anni con grande ansia, senza capire la ragione per cui avevo così tanta paura di invecchiare, dal momento che i miei amici maschi non condividevano la mia inquietudine. Nel giro di breve tempo, mi sono resa conto che le donne sulla cinquantina non sono affatto rappresentate nel cinema. Come si fa a desiderare di raggiungere un'età che non trova una raffigurazione? Vedevo attorno a me molte amiche arrivarci in una condizione terribile di solitudine amorosa, donne straordinarie, belle e talentuose, con ex mariti che si erano rifatti una vita. Ho avuto voglia di rendere loro omaggio, di far nascere in loro – e in me stesa – il desiderio di invecchiare. 50 primavere è anche un modo per curare le mie stesse ansie.

La protagonista del film è Aurore, una cinquantenne separata che vive con le due figlie. Quando perde il lavoro e scopre che sta per diventare nonna, la sua vita sembra crollare. Si sente d’improvviso messa da parte, senza nessuna speranza di poter riacquistare una sua identità e dignità sociale. Blandine Lenoir traccia il ritratto di una donna vera e reale, che potremmo incontrare tutti i giorni per strada. Una cinquantenne lontana dall’immagine stereotipata e un po’ caricaturale dei modelli da copertina che combattono contro il tempo a suon di chirurgia estetica.

Aurore non è in crisi per i suoi 50 anni, non rincorre il sogno di un’eterna giovinezza, ma rivendica solo il diritto di continuare a far parte della società senza essere discriminata a causa dell’età. Il suo disagio esistenziale non è legato all’inevitabile scorrere del tempo, ma alla sensazione di vuoto che progressivamente ha circondato la sua vita. Si sente accantonata, messa da parte, prima dal marito, poi dallo spietato mondo del lavoro. In questo momento di sconforto, trova un’ancora di salvezza nella solidarietà femminile e nel sorprendente incontro con il suo primo fidanzato. Saranno proprio le amiche, le figlie e l’amore ritrovato a riaccendere nel suo cuore il desiderio di ricominciare a vivere.

Un piccolo film che ha il pregio di raccontare i sentimenti senza retorica, avvicinandosi con delicatezza e comprensione al travaglio esistenziale di Aurore, senza cadere mai in toni melodrammatici. L’aderenza alla realtà non scade mai in un realismo fine a stesso, e regala un tono di familiare verità alla film, capace di coinvolgere emotivamente lo spettatore.

50 primavere

Un film di Blandine Lenoir
Con Agnès Jaoui, Thibault de Montalembert, Pascale Arbillot, Sarah Suco, Lou Roy-Lecollinet, Nicolas Chupin, Rachel Farmane, Laurie Bordesoules, Juliette Vieux Peccate.
Durata: 89 minuti
Produzione: Francia, 2017

Alessio Turazza

Consulente nel settore cinema e home entertainment, collabora con diverse aziende del settore. Ha lavorato come marketing manager editoriale per Arnoldo Mondadori Editore, Medusa Film e Warner Bros.
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