Cinema

Lo spettro della grande depressione americana del 1929, un centro sociale travestito da dancing e molta (ahinoi) attualità nell'ultimo film di Loach.

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Fedeli alla loro poetica documentarista lontanissima dalla superficie luccicante delle grandi produzioni, i Dardenne scrivono una nuova pagina del moderno cinema sociale.

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Cinque amici, una notte, una terrazza e Cuba. Laurent Cantet in un film di sceneggiatura e attori su una generazione travolta dai sogni di rivoluzione.

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Quanti studenti possiedono le competenze necessarie alla piena fruizione de "Il giovane favoloso"?

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Dal 16 ottobre a Roma riparte un appuntamento rivolto ai giovani amanti del cinema delle scuole superiori, dai 13 anni in su. Parliamo di Alice nella città.

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Come ogni anno, Giffoni si appresta a diventare il palcoscenico mondiale del cinema per ragazzi. Dal 18 al 27 luglio, la cittadina campana, che ha ormai legato indissolubilmente il suo nome alla settima arte, ospiterà la 44esima edizione del Giffoni Film Festival.

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Lontano dal facile film scandalo, Lars von Trier firma l’ultimo capitolo di un personale viaggio nel nero abisso della depressione. Una terapia cinematografica, che percorre senza censure i territori sconvenienti del dolore, del sesso, del caos senza senso dell’esistenza, della morte.

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Una spiaggia solitaria. Sdraiata al sole, un’adolescente bellissima si assicura di essere al riparo da sguardi curiosi e si spoglia. La vediamo in soggettiva, da lontano, attraverso un binocolo. Una visione voyeuristica. Oggetto di uno sguardo che ben presto scopriamo essere quello, affettuoso e innocente, del fratellino.

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Presentato fuori concorso a Venezia, The Canyons è un’interessante riflessione metalinguistica sul fare cinema, o meglio sull’impossibilità di fare cinema. Le inquadrature iniziali descrivono aree urbane desertificate e fatiscenti. Cinematografi abbandonati e cadenti sembrano annunciare la morte del cinema - o forse solo dell’esperienza collettiva della visione, del luogo in cui si consuma un rito sociale, sacro.

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Un road-movie paradossale, che vive di falsi movimenti, stasi esistenziali, tableaux vivants sapientemente giustapposti, tenuti insieme da una straordinaria sensibilità umana. Un mondo grottesco e straniante abitato da vite marginali e periferiche. Monadi d’umanità dimenticata che ruotano, nel loro apparente immobilismo, attorno al caos della città, appena sfiorate dal traffico del GRA.

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