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Francesca Nicola

Dottore in Antropologia all’Università Bicocca di Milano.

Il cambiamento climatico esiste, e va insegnato. O no? In USA dipende da Stato a Stato.

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Le ricerche sperimentali sull’efficacia dell’educazione scolastica sui temi ambientali producono esiti sconfortanti. Meglio forse uscire dalle classi, come suggerisce la outdoor education.

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Non affrontare la questione della razza rischia di alimentare le forme indirette di razzismo, tuttavia ogni riferimento al colore della pelle rischia d’essere sanzionato come politicamente scorretto.

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Per la Critical Race Theory parlare della razza, pur senza assumerne alcuna concezione biologica, è un’esperienza potenzialmente trasformativa sia per gli individui sia per la società.

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Cosa è diventato oggi l’essere padre e madre? Bisogna diventare esperti dei differenti stili genitoriali, e poi educatori, terapisti, nutrizionisti, avvocati e guide spirituali. Un estratto dall'ultimo libro di Francesca Nicola.

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Nel dibattito americano sulle fake news sta avendo un notevole impatto un libro molto originale, dal significativo titolo Fantasyland. Come l’America andò fuori di testa.

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Le incertezze e le incongruenze nel presentare l’Europa sui testi scolastici hanno pesato nel dibattito inglese sulla Brexit. Il Dossier de «La ricerca» #12.

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Intervista ad Alessandro Fusacchia, già Capo di gabinetto del Ministro dell’Istruzione, su come l’Europa dovrebbe essere insegnata nelle scuole.

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Molto più che in Italia, in tutto il mondo i libri di testo sono influenzati da pressioni politiche e dai meccanismi di mercato.

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I due candidati alla Casa Bianca a confronto sulle scelte in campo di educazione.

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Dalla diffusione dei libri di testo dipende la qualità dello studio nel mondo. Ma un rapporto UNESCO rivela che in alcuni Paesi in via di sviluppo è disponibile solo un libro ogni dodici studenti.

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Lungi dal diventare irrilevanti nell'era digitale, le biblioteche di New York e più in generale degli Stati Uniti stanno vivendo un vero e proprio momento d’oro.

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Frida Kahlo ha utilizzato la cultura materiale per costruire la propria identità - e la cultura materiale, in cambio, l’ha resa un marchio di culto del merchandising universale.

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Il livello di impegno nella lotta contro gli stereotipi di genere è maggiore negli Stati in cui l’educazione sessuale è da tempo una materia obbligatoria nelle scuole. Solo in Polonia, Spagna, Grecia e Italia non lo è.

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Come si affronta all’estero, 
in particolare negli Stati Uniti, 
il problema della valutazione 
degli insegnanti.

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Dove sono le emozioni a scuola? È possibile insegnare la conoscenza di sé? Quale alleanza lega insegnanti e famiglia nella responsabilità educativa? Nel nuovo numero de La ricerca.

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Difficilmente la lingua franca del futuro sarà il mandarino, ma solo perché è troppo complicato. Negli ultimi anni, però, se si ragiona su scala mondiale, il cinese è la lingua più studiata dagli stranieri. E come lingua madre è da sempre la più diffusa. Abbiamo svolto una ricerca per vedere come si prevede che sia il futuro linguistico del pianeta.

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Le politiche d'intervento in favore dell’infanzia sono caratterizzate da una visione non sempre lineare. Da una parte la tradizione paternalista nel considerare il bambino come mero oggetto di assistenza, senza diritti e oppresso dagli adulti. Dall’altra, però, negli ultimi 20 anni sono cresciute le tendenze a legittimare i minori come soggetti attivi, titolari di diritti e degni quindi di essere ascoltati.

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Le audaci parole della sedicenne pakistana Malala offrono l’occasione per fare il punto sull’agenda delle Nazioni Unite per assicurare l’accesso all’istruzione primaria universale obbligatoria e gratuita.

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Nei Paesi anglofoni l’espressione helicopter parenting viene utilizzata oramai da decenni per descrivere quei genitori che ronzano perennemente sopra la testa e la vita dei propri figli. Una sorta di iper-presenza non solo fisica ma anche psicologica, che, avvisano gli esperti, rischia di produrre più danni che benefici.

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"Prof, ce l'ho in mente ma non riesco a spiegarmi!". Quante volte maestri e professori si sono sentiti rivolgere queste parole dai loro studenti?

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Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli studi antropologici che hanno cercato di coinvolgere i bambini nella ricerca. L'idea è che per conoscerne le esperienze e i punti di vista non basti più fare domande ai genitori, ma occorra parlare direttamente con i più piccoli.

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Al di là delle differenze religiose, Islam e Occidente sembrano convergere verso pratiche comuni. Ne è un esempio la banca islamica, simile alle nostre banche etiche.

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Oggi, come nell’antica Atene, non basta più essere sani, bisogna essere anche belli. I criteri dell’identità biologico-sociale, non scritti in nessuna legge ma non per questo meno operanti, spingono milioni di persone a operazioni di chirurgia estetica spesso rischiose e dolorose.

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In cosa possiamo cercare di essere dei piccoli, piccolissimi Mandela.

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C'è un luogo, nel cuore di Manhattan, che in genere anche il viaggiatore più scrupoloso liquida frettolosamente: è la New York Public Library, un edificio maestoso tra la 42th Street e la 5th Avenue. Ecco perché merita fermarsi un po' di più.

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Lo scorso maggio si erano dati un nome, Macao, e avevano occupato la Torre Galfa di Milano per sostenere l'idea che la cultura debba essere considerata un bene comune. Da lì erano stati sgomberati. Che fine hanno fatto?

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"Se provassi per un solo istante l’intensità del dolore emanato dal luogo ne sarei incenerito, distrutto".

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Nessuna mamma vorrebbe vedere il suo piccolo disperarsi. Tranne quelle giapponesi. Per lo meno ogni 5 maggio.

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Si sono ritrovati a decine al quarto convegno mondiale sull’ADHD per urlare che “i bambini vanno aiutati, non avvelenati”. L’ADHD arriva in Italia, dividendo medici e opinione pubblica.

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La comunità scientifica si dà certo un gran da fare per declassare gli appuntamenti con la fine del mondo a fantasticherie create per lucrare sulle ingenuità di poveri e ignoranti creduloni. Nonostante i suoi moniti e i suoi appelli al razionalismo, l’industria millenaristica non sembra però ridimensionarsi.

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Capita, a Pavia, di imbattersi in un gioielliere che, sulla vetrina, ha affisso il prologo de Il signore degli anelli. “Geniale!”, vien da dire. Quando però, qualche metro più in là, l’occhio scappa su un passo tratto da La Bottega del Cioccolato, di Philibert Schogt, ben visibile sulla porta di una pasticceria, il dubbio che “qualcosa sia nell’aria” inizia a farsi strada.

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Si sarebbe tentati di rispondere subito: “alla psicologia dello sviluppo”, o “alla pedagogia”. Ma la questione è meno semplice di quanto sembra, tanto che, per discuterne, è stata organizzata a Parigi una conferenza internazionale che ha attirato antropologi, storici, giuristi, sociologi, studiosi di letteratura e, naturalmente, psicologi ed educatori.

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Una rassegna delle riflessioni sull’uso politico dei simboli nel Novecento non porta a conclusioni definitive. È vero che i totalitarismi ne abusarono per fini manipolatori; forse, però, ebbero successo anche per l’atrofia simbolica della repubblica di Weimar e dei regimi liberali.

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Gli esiti di No Child Left Behind, l’ultima riforma della scuola americana che ha introdotto i test di valutazione per gli alunni, i docenti e gli istituti.

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Le immagini che commentano l’articolo "Multiculturalismo e intercultura" dedicato alla diversità culturale sono state esposte nel 2007 alla cinquantaduesima edizione della Biennale di Venezia in una sezione specifica dedicata all’arte del popolo rom dal titolo Il Paradiso Perduto. La mostra, la prima in assoluto di questo genere, presentava al pubblico opere dei maggiori talenti di arte visiva appartenenti a quella che rimane la più numerosa minoranza etnica europea.

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Oggi la riflessione antropologica sul concetto di cultura consiglia di andare oltre la prospettiva multiculturale: è necessario infatti non solo accettare le diversità ma anche confrontarsi con esse

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