Autore

Giusi Marchetta

Scrittrice e insegnante di Torino. Ha pubblicato i romanzi "Dove sei stata" (Rizzoli 2018) e "L'iguana non vuole" (Rizzoli, 2011); il saggio "Lettori si cresce" (Einaudi, 2015); le raccolte di racconti "Dai un bacio a chi vuoi tu" (Terre di mezzo), col quale nel 2007 ha vinto il Premio Calvino, e "Napoli ore 11" (Terre di mezzo, 2009).

Il mondo dello sport è un gigantesco spogliatoio maschile in cui, pare, non siamo ammesse. O no?

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Non più Italiani, Francesi, Spagnoli, Marocchini, Congolesi, Pakistani. Europei. Un racconto di Giusi Marchetta dall'ultimo numero de «La ricerca».

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Una sospensione e forse una borsa di studio per il "giovane imprenditore" delle merendine. Una riflessione sul ruolo della scuola.

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Ci sono cose che dobbiamo imparare. Tutte le altre le insegniamo perché le sappiamo già.

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Che cosa è veramente “inaccettabile” quando parliamo di elezioni? Alcune riflessioni dopo il voto per la presidenza USA.

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Un racconto di scuola di Giusi Marchetta.

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Domenica hanno ammazzato cinquanta persone a Orlando in Florida e ne hanno ferite altre cinquanta. Dopo aver pianto, per loro e per noi stessi, che fare?

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Si può distinguere la vita personale da quella artistica? Golia è colpevole solo perché Davide lo accusa?

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Il Racconto di scuola comparso nell'ultimo numero de La ricerca cartacea, Questioni di gender, e pubblicato su «L'Espresso» online.

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È una novità che nel mondo editoriale italiano non si prendano in considerazione le donne quanto gli uomini? Certamente no.

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“Leggere non sopporta l’imperativo”. Così pare. L’invito di Pennac a considerare la lettura un piacere da trasmettere ai ragazzi di ogni età semplicemente liberandoli dall’obbligo di aprire libro è del 1992.

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Davvero i compiti a casa sono inutili, stressanti, perfino dannosi: il male assoluto? Avete già firmato la petizone Basta compiti? Ecco qualche buon motivo per pensarci ancora un po' su.

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Sono abituata alle letture disturbanti. La sentenza che assolve i sei imputati dall’accusa di stupro di gruppo a Fortezza da Basso, però, rischia di essere troppo anche per me.

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Come provare a suscitare (e a non soffocare) l'amore e il piacere per la lettura a scuola. Un brano da Lettori si cresce.

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La mommy di Baltimora trasformata in un meme ripetitivo e vuoto: perché ingoiamo le notizie e annesse opinioni senza digerirle.

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Lo strano caso dello studente pugliese che doveva andare al CERN e del sette che non ce l'ha mandato.

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Un video riprende una donna che passeggia per strada. La passeggiata è durata dieci ore, il filmato dura qualche minuto. Le voci maschili che la chiamano sono costanti e ammontano a più di cento tentativi di approccio. Più di cento piccole molestie. O forse no.

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Di solito il tormentone dell’estate è una canzone. Quest’anno è stato il gesto, ridicolo in sé, di buttarsi una secchiata d’acqua gelata in testa davanti a una telecamera. Per chi fosse stato nella giungla negli ultimi venti giorni ricorderemo che l’Ice bucket challenge è stata una campagna virale che ha raccolto fondi importanti per la ricerca e l’assistenza ai malati di SLA.

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#altrinoi - La rete può solo contribuire a documentare e condividere le nostre eventuali stupidità e crudeltà, senza per questo originarle. Quello che mi sembra interessante invece è seguire la mano che digita il commento crudele. Questo bullo che non dimostra alcuna empatia per l’altro, chi è?

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Si avvicina la notte degli Oscar. Tra le statuette assegnate, quella per la miglior sceneggiatura originale potrebbe andare a Woody Allen. Se succederà, lo vedremo andare a ritirare il plauso di Hollywood e godersi gli applausi. Penseremo tutti la stessa cosa: nonostante.

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Nelle scuole medie non si dovrebbe studiare storia della letteratura. Si dovrebbe aiutare lo studente a diventare un buon lettore, leggendo.

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