Autore

Remo Ceserani

È stato professore di letterature comparate all'Università di Bologna.

Un inedito di Remo Ceserani, in cui propone agli studiosi e ai docenti di letteratura di superare le consuete frontiere nazionali, situando la cultura italiana nel contesto dell’Europa e della più ampia comunità mondiale.

Leggi

La vita dell'umanità è oggi molto migliore che in qualsiasi altro momento della storia, come una recente convergenza nelle mie letture farebbe pensare?

Leggi

Chi ha paura del drago grosso e cattivo? Un libro spiega perché la Cina ha il migliore (e il peggiore) sistema educativo nel mondo, e Remo Ceserani l'ha letto per noi.

Leggi

Fiaba e mito contro il logorio della vita moderna: consigli di Remo Ceserani per sopravvivere alle feste.

Leggi

Si moltiplicano i rapporti fra la ricerca storica e la scrittura letteraria. Un libro recente di Emilio Franzina dà un nome e un'individualità al milite ignoto, mito inventato dal governo italiano nel 1921, attribuendogli una storia, una evoluzione ideologica, delle esperienze spesso drammatiche.

Leggi

La parola latenza (dal latino lătēre, stare nascosto, imparentato con il greco lethe, oblivio, e con lontane radici indoeuropee) è presente in tutte le lingue occidentali (è invece specificamente italiana la parola latitanza, dal latino latitare; forse perché siamo un paese di banditi e fuorilegge?).

Leggi

Ho parlato in una precedente rubrica di biblioteche digitali. Prendo ora in esame la questione molto più spinosa della consultazione in digitale delle riviste scientifiche negli Stati Uniti, in Europa e in Italia.

Leggi

Ci sono convergenze e interessi comuni (ma anche alcune differenze) fra scienze fisiche-naturali e scienze umane in materia di strumenti di lavoro. Penso in particolare al grande sviluppo che sta prendendo la consultazione digitale dei libri nelle biblioteche di tutto il mondo.

Leggi

Un sonetto di Petrarca, assai intricato e denso, il cui aspetto più interessante sta nella rappresentazione di amore come pulsione, nella brama del poeta innamorato di attivarsi, quasi fosse un neurone specchio, e trasformarsi nella donna amata, di cambiare la propria forma nella sua, di divenire lei. 

Leggi

Sappiamo tutti quanto sia utile, soprattutto nel lavoro scolastico, l’uso di disegni, grafici, diagrammi, mappe e tabelle. Danilo Mainardi, per esempio, da grande insegnante e divulgatore, appena può si mette alla lavagna e traccia un disegno, per spiegare la particolare intelligenza di un gatto o la innata curiosità, intrecciata con la paura, in una famiglia di topi.

Leggi

È una pratica molto comune, un vezzo storiografico, quello di dividere il percorso della storia, farne una specie di salame affettato, in blocchi cronologici precisi: una volta si procedeva per secoli, poi si è proceduto per decenni, cercando di definirli e caratterizzarli.

Leggi

Insegnare è un’arte? Oppure è una tecnica, ispirata al pragmatismo di Dewey e Bloom, alle teorie psicologiche di Piaget o a quelle politicamente motivate di Citton? Oppure è una praticaccia, affidata alle capacità personali, come quelle di un bravo esecutore al pianoforte o al clarinetto?

Leggi

La questione è se la musica abbia o meno una funzione positiva nel render intellettualmente più agili e vivaci coloro che la praticano come esecutori o ascoltatori, e se questa sia una ragione forte per inserirla degnamente e ampiamente nella formazione complessiva dei nostri ragazzi e non solo nei licei musicali.

Leggi

Mi ha colpito, leggendo alcuni documenti prodotti in questi ultimi tempi negli Stati Uniti sull’educazione umanistica nella scuola americana (in particolare nel college), l’uso frequente della formula STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics) riferita all’insieme delle discipline che stanno erodendo lo spazio o minacciando la vera esistenza delle HSS (Humanities, Social Sciences).

Leggi

Esistono la macrostoria, la microstoria, ma anche quella che si può chiamare la ministoria, cioè la riduzione della storia ad aneddotica comica e banale, il rovescio grottesco della storia.

Leggi

I soggetti che producono oggi i testi letterari, o i giovani che frequentano le nostre scuole, sono gli stessi di cui parlano gli autori di Nuovi disagi nella civiltà: Un dialogo a quattro voci: molto fragili, portati più alla vergogna che alla colpa, molto condizionati dalla mancanza di un senso del passato e del futuro e dall’appiattimento e svuotamento di senso del presente.

Leggi

Ci sono convergenze e divergenze molto rilevanti nel rapporto che si è costituito, nella cultura contemporanea, fra la letteratura e da una parte la scienza dell’inconscio elaborata da Freud e dalle tante e diverse scuole psicoanalitiche, dall’altra il cognitivismo e le scienze che ora vanno per la maggiore e sembrano ambire a una posizione di dominio egemonico: le neuroscienze.

Leggi

«A pensarci bene, dovendo scegliere fra due dottori che avessero un’uguale qualificazione medica, credo che preferirei fidarmi di quello che abbia letto Čechov». (Simon Leys)

Leggi

Inauguriamo oggi la rubrica Convergenze: contaminazioni «fra la letteratura e le altre discipline (matematica, neuro-scienze, giurisprudenza, ecc.), viste non dal punto di vista della situazione universitaria e culturale in senso ampio, ma da quello concreto delle discipline insegnate a scuola». La firma è quella di Remo Ceserani, autore, insieme a Lidia De Federicis, di quello straordinario laboratorio per lo studio della letteratura italiana che è stato il Materiale e l'Immaginario.

Leggi

Logo Loescher