Cercando archivi di immagini online ci si può imbattere, come è successo a me, in Frizzifrizzi, un “magazine online di cultura pop” nato nel 2006 a Bologna: sito divertente, con molti spunti interessanti nel campo dell’arte e del design, delle riviste e della moda.

Una delle mappe dell'articolo "Antiche mappe del '500 che sembrano illustrazioni contemporanee".

Ogni categoria del menu è a sua volta suddivisa in ulteriori specializzazioni; nel caso Arte&Design, ad esempio, troviamo illustrazione, comics, animazione, design, architettura, tipografia, cancelleria, fotografia e street-art. Ma è sicuramente la sezione Tesori d’archivio, sotto la voce Rubriche, quella che cattura di più il mio interesse. Gli articoli sono quasi tutti a firma di Simone Sbarbati, “papà, co-fondatore e direttore di frizzifrizzi, ossessionato da catalogazione e contesto”, che è riuscito a individuare una serie di archivi fotografici online particolarmente originali.

Marius Varenne, Francia, 1880-1900 (fonte: Grafische Sammlung Stern)

Un articolo, ad esempio, ci introduce alla collezione di antichi figurini del Museo del Tessuto di Prato, che ospita collezioni di tessuti antichi e moderni, campionari d’azienda, macchinari tessili. Il sito del museo presenta infatti una Collezione figurini di moda che spazia dal XVIII al XIX secolo.

Figurini tratti da “La toilette des enfants”

Si tratta di illustrazioni pubblicate nelle riviste dell’epoca come tavole collezionabili fuori testo, rivolte a un pubblico femminile per evidenziare le ultime novità nel campo della moda.
I figurini presenti nel museo derivano da una quarantina di riviste francesi, italiane e tedesche: circa 400 illustrazioni provengono dalla rivista francese Journal des Dames et des Mode, considerata come la prima vera rivista dedicata alla moda. La ricerca funziona per nome della rivista, per arco cronologico o incrociando i dati dei due campi.
Una ricerca in questo ambito, come sottolinea il sito del museo, non evidenzia solo il cambiamento dei gusti e della moda: attraverso le pose delle donne raffigurate, o l’ambiente in cui sono inserite, possiamo ricavare preziose informazioni anche sulla società dell’epoca e sulle sue trasformazioni.

Da "Shin-bijustukai" (fonte: archive.org)

Frizzifrizzi ci suggerisce poi di esplorare un sito, solo in tedesco, con la ricca collezione di oreficeria e progetti di gioielli di Frank-Stefan Stern, la Grafische Sammlung Stern, che ci presenta modelli dal Settecento ai primi anni del 2000; o alcuni siti di manifesti: la galleria di Manhattan Posteritati, un negozio online di poster cinematografici.

“Every Penny Counts”, di Zbynek Brynych, 1961 poster ceco del 1961. Designer: Jan Kubicek (fonte: Posteritati)

Ancora: la raccolta di manifesti di Jim Lapides, esposti nella sua galleria di Boston, con il sito International Poster Gallery in cui è possibile consultare l’archivio dei poster digitalizzati; o la bellissima raccolta olandese di materiale pubblicitario Reclamearsenaal, con l’archivio online IADBB - International Advertising & Design DataBase, con riviste, poster, video pubblicitari e altro materiale non esclusivamente olandese.

Fonte: archivio IADDB

E poi articoli che rimandano a siti con le decorazioni dei Kimono, le stampe giapponesi e i corti di animazione giapponese; i pattern tratti dal mondo reale e quelli dell’arte islamica; l’arte tipografica, le riviste sovietiche, le stampe francesi, le riviste fantasy, le etichette degli abiti, le copertine degli spartiti, i bozzetti di Blade Runner... perché il collezionismo è da sempre connaturato con l’essere umano, e gli oggetti da collezionare possono essere tanto preziose opere d’arte quanto cartoline, scatolette di fiammiferi, stemmi di bicicletta, gomme da cancellare e graffette da ufficio.

Fotogramma tratto da “La volpe pigra”, Sanae Yamamoto, 1941

Elena Franchi

Ricercatrice nell'ambito della protezione del patrimonio artistico in tempo di guerra, e della storia dell'insegnamento e della divulgazione della storia dell'arte.
comments powered by Disqus
 
Segui La Ricerca
ultimi tweet

Logo Loescher